MARANO, RELAZIONE D’ACCESSO PRIMA PARTE: ECCO PERCHE’ IL COMUNE FU SCIOLTO PER MAFIA. LE CRITICITA’ AMMINISTRATIVE, AFFIDAMENTI E CONTROLLI

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La relazione della Commissione d’accesso che ha preceduto lo scioglimento del Comune di Marano- provvedimento confermato anche in sede di Tar del Lazio – dedica particolare attenzione alla struttura amministrativa dell’Ente e, più in generale, al funzionamento della macchina burocratica. Tra gli elementi esaminati figurano le criticità relative al personale, alle procedure amministrative, agli appalti, agli adempimenti antimafia e ai sistemi di controllo interno.

In questo quadro, la relazione richiama anche la posizione della ex segretaria generale, dott.ssa Giovanna Imparato, e il modo in cui, secondo la ricostruzione contenuta negli atti, sarebbe stato esercitato il ruolo attribuito al segretario comunale dall’articolo 97 del Testo unico degli enti locali.

La norma assegna al segretario comunale compiti di collaborazione e assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’Ente, in particolare per quanto riguarda la conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti, oltre a prevedere funzioni di sovrintendenza e coordinamento dell’attività dei dirigenti.

È proprio alla luce di queste prerogative che la relazione pone l’attenzione sul sistema dei controlli interni e sulle criticità emerse nell’attività amministrativa del Comune.

Il controllo successivo sugli atti del 2023.

Un passaggio significativo riguarda il rapporto sulle risultanze del controllo successivo di regolarità amministrativa relativo all’anno 2023, approvato dalla Giunta comunale con deliberazione n. 84 del 21 novembre 2024.

Il documento, predisposto nell’ambito del sistema dei controlli interni, fotografa numerose problematiche riscontrate nell’attività degli uffici. Tra queste vengono indicate carenze nella motivazione degli atti, omissioni relative alle dichiarazioni sull’assenza di situazioni di incompatibilità o conflitto di interesse, criticità nell’applicazione della normativa antimafia e problematiche connesse alle procedure di affidamento.

Secondo quanto riportato nel rapporto, in diversi provvedimenti sarebbe mancata una sufficiente chiarezza nell’esplicitazione dei presupposti giuridici e amministrativi alla base delle decisioni assunte.

Lo stesso documento richiama inoltre la necessità di una maggiore attenzione al rispetto delle disposizioni contenute negli strumenti di prevenzione della corruzione e della trasparenza.

Gli adempimenti antimafia

Particolarmente delicato è il capitolo relativo alla normativa antimafia.

La relazione richiama le difficoltà riscontrate dagli uffici nell’applicazione dell’articolo 100 del decreto legislativo n. 159 del 2011, disposizione che assume particolare rilievo per gli enti già interessati da provvedimenti di scioglimento per infiltrazioni mafiose.

Secondo quanto emerge dagli atti richiamati, in alcuni procedimenti gli uffici avrebbero effettuato gli adempimenti antimafia in maniera non pienamente conforme a quanto previsto dalla normativa, con una gestione delle verifiche ritenuta meritevole di approfondimento.

Si tratta di un aspetto particolarmente significativo nel caso di Marano, Comune che nel corso della propria storia amministrativa è stato interessato da più provvedimenti di scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata.

La relazione d’accesso considera dunque il corretto funzionamento dei presidi amministrativi e degli strumenti di prevenzione come uno degli elementi da valutare nel quadro complessivo dell’organizzazione dell’Ente.

Affidamenti, proroghe e programmazione

Un altro capitolo riguarda la gestione degli appalti e degli affidamenti.

La relazione segnala il ricorso a affidamenti frazionati e la presenza di proroghe tecniche, evidenziando la necessità di una programmazione più strutturata delle procedure relative a lavori, servizi e forniture.

Il tema viene considerato rilevante non soltanto sotto il profilo dell’efficienza amministrativa, ma anche con riferimento ai principi di trasparenza, concorrenza e corretta gestione delle risorse pubbliche.

La criticità, secondo quanto emerge dagli atti, risiederebbe soprattutto nella reiterazione di alcune modalità procedurali e nella necessità di rafforzare i meccanismi di programmazione e controllo.

Il nodo dei controlli

Ed è proprio sul terreno dei controlli che la relazione concentra una parte significativa delle proprie osservazioni.

Il rapporto sul controllo successivo, da un lato, evidenzia le irregolarità riscontrate; dall’altro, dà conto delle direttive impartite dal Segretario generale ai responsabili dei procedimenti affinché gli atti fossero redatti con maggiore accuratezza e consentissero una più chiara ricostruzione dei presupposti giuridici delle decisioni amministrative.

Tra le criticità rilevate figura anche la pubblicazione di dati personali in misura ritenuta eccedente rispetto alle finalità proprie della pubblicazione amministrativa, con conseguenti profili di attenzione sotto il versante della protezione dei dati personali.

Ne emerge un quadro nel quale gli strumenti di controllo avrebbero consentito di individuare diverse anomalie, ma nel quale la Commissione d’accesso ha ritenuto necessario interrogarsi anche sull’effettività delle azioni successive alla rilevazione delle irregolarità.

Il ruolo del Segretario generale nella lettura della Commissione
È in questo passaggio che la relazione sviluppa le proprie considerazioni sulla figura della dott.ssa Imparato.

La Commissione pone infatti una questione di carattere istituzionale: quale debba essere, in concreto, il ruolo del segretario comunale quando i controlli interni evidenziano irregolarità ripetute in settori particolarmente sensibili dell’amministrazione.

La valutazione contenuta nella relazione appare critica rispetto a quella che viene descritta come una risposta prevalentemente fondata sulla rilevazione e sulla segnalazione delle anomalie, ritenendo che, alla luce della natura delle problematiche emerse, sarebbe stato necessario un ulteriore livello di impulso, monitoraggio e verifica.

Si tratta, dunque, non soltanto della constatazione dell’esistenza di irregolarità negli atti degli uffici, ma della valutazione del grado di reazione dell’apparato amministrativo davanti alle criticità emerse.

La relazione collega questo aspetto alla particolare storia amministrativa di Marano e alla necessità di mantenere elevato il livello dei presidi di legalità.

La macchina amministrativa sotto esame

Il capitolo dedicato al personale dipendente si inserisce in questo quadro più ampio.

Alla data del 14 febbraio 2025 risultavano in servizio 106 dipendenti a tempo indeterminato e 7 dipendenti a tempo determinato. La Commissione considera il personale comunale una componente essenziale della struttura amministrativa, poiché dagli uffici dipendono materialmente l’istruttoria e l’attuazione di una parte rilevante dei procedimenti dell’Ente.

Proprio per questo, la relazione prende in esame anche eventuali elementi di controindicazione riguardanti i dipendenti, compresi eventuali rapporti di parentela, frequentazione o cointeressenza con soggetti ritenuti riconducibili ad ambienti criminali, nonché eventuali precedenti o collegamenti con procedimenti riguardanti reati contro la pubblica amministrazione.

L’attenzione della Commissione si concentra quindi non soltanto sugli organi politici, ma sull’intera struttura amministrativa e sulla sua capacità di garantire autonomia, imparzialità e rispetto delle regole.

Il quadro complessivo

La relazione d’accesso restituisce, nel suo complesso, un’immagine di una macchina amministrativa sulla quale vengono evidenziate numerose criticità: dagli adempimenti antimafia alla programmazione degli appalti, dalla motivazione degli atti alla gestione delle pubblicazioni, fino all’effettività dei controlli interni.

All’interno di questo quadro viene esaminato anche il ruolo del Segretario generale, al quale la normativa attribuisce funzioni particolarmente rilevanti sul piano dell’assistenza giuridico-amministrativa e del coordinamento dell’attività dell’Ente.

La questione posta dalla Commissione, dunque, non riguarda esclusivamente l’esistenza di singole irregolarità amministrative, ma investe il funzionamento complessivo dei meccanismi di prevenzione, controllo e correzione.

È su questo terreno che la relazione d’accesso ha concentrato le proprie valutazioni, inserendo le criticità riscontrate negli uffici e il ruolo degli organi amministrativi nel più ampio quadro degli elementi che hanno portato al successivo scioglimento del Comune.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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