Tra Valter e Sigfrido otto telefonate al giorno. I consigli del faccendiere su Report

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C’è un documento che potrebbe dare ulteriore corpo al capitolo sul rapporto tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci. È un’informativa dei carabinieri redatta il 30 agosto, dopo la perquisizione del 4 luglio e l’analisi del materiale acquisito a carico dell’ex direttore dell’Avanti. Un documento ancora da esplorare, ma del quale Il Giornale è in grado di ricostruire alcuni passaggi che restituiscono già un elemento difficilmente trascurabile: quello tra Lavitola e il conduttore di Report non appare in alcun modo come un rapporto fonte-conduttore, e nemmeno come quello tra due fraterni amici. Tra i due, infatti, emerge un’interlocuzione strutturata, continuativa e fondata su uno scambio di informazioni, interessi e utilità.

È proprio questa reciprocità uno degli aspetti più delicati che emerge dal materiale. Da una parte Lavitola, che avrebbe avuto l’interesse a ricostruire e ripulire pubblicamente la propria immagine dopo le vicende giudiziarie che ne avevano segnato la storia. Dall’altra Ranucci, che attraverso Lavitola avrebbe potuto accedere a informazioni, relazioni e conoscenze maturate dal faccendiere in decenni trascorsi a contatto con politica, affari e centri di potere. Una sorta di patrimonio informativo messo a disposizione del giornalista e capace, potenzialmente, di rafforzarne a sua volta la rete di fonti e dunque la capacità di incidere.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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