Chi va piano, va sano e va lontano. E migliora la salute del cervello. L’esercizio fisico, come dimostrano moltissimi studi, ha effetti benefici sulla salute: aiuta il cuore, contribuisce ad abbassare la pressione, favorisce il controllo dei valori della glicemia. Una recentissima ricerca pubblicata su Imaging Neuroscience aggiunge un ulteriore tassello al quadro. Bastano 10 minuti di una corsetta ‘ultralenta’, ad una velocità lievemente superiore a quella di una normale camminata, per produrre effetti positivi immediati sull’attività del cervello, aiutare la funzionalità cerebrale e, come bonus, migliorare l’umore. Si può andare piano, pianissimo. Ma bisogna comunque ‘correre’: i ricercatori, infatti, hanno evidenziato l’effetto biomeccanico del running sull’organismo e in particolare sul cervello. Altre attività non sono in grado di produrre le stesse conseguenze.
L’effetto della corsa sul cervello
“Ho sempre avuto interesse per la natura specifica della corsa”, spiega il professor Hideaki Soya, docente all’università di Tsukuba in Giappone e coordinatore dello studio. “Abbiamo scoperto che la corsa non deve essere ‘tosta’ per avere un effetto positivo sul cervello”, aggiunge, come riferisce il Washington Post, per sintetizzare la ricerca.
Il legame tra esercizio fisico e salute cognitiva è stato indagato da numerosi studi, che spesso si sono concentrati sulla quantità di esercizio necessario e sugli effetti a lungo termine. La ricerca guidata dal professor Soya accende i riflettori su ciò che accade mentre si svolge l’attività e sulla soglia minima di attività richiesta.





























