Una vicenda che torna a far discutere e che riaccende i riflettori sul nido “Dalla Chiesa”. A sollevare nuovamente la questione sono alcuni genitori dei bambini già iscritti e frequentanti la struttura, che denunciano una situazione definita “grave” e chiedono che quanto accaduto venga portato all’attenzione pubblica.
A raccontare la vicenda sono gli stessi genitori, che ricordano come, nei mesi scorsi, si siano mobilitati in prima persona per chiedere risposte e garanzie sul futuro del servizio. Una mobilitazione fatta di incontri, telefonate, mail e accessi agli uffici comunali e ai servizi sociali.
Proprio in questa fase, anche grazie all’attenzione riservata alla vicenda e agli articoli pubblicati da TerranostraNews, la situazione relativa al nido sembrò finalmente sbloccarsi.
I genitori raccontano di essere stati ricevuti dalla dottoressa Russo, che avrebbe assicurato loro che i bambini già iscritti avrebbero avuto la possibilità di proseguire il percorso iniziato.
Una rassicurazione che, secondo quanto riferito dalle famiglie, sarebbe stata ribadita anche successivamente, quando a luglio venne pubblicato il bando per le iscrizioni.
“Nel bando – raccontano i genitori – non era previsto nulla che tutelasse i bambini già frequentanti. Abbiamo quindi nuovamente contattato la dottoressa Russo e il dottor Tassiero, anche attraverso comunicazioni scritte. Ci era stato assicurato che era stata richiesta una rettifica del bando e che potevamo stare tranquilli”.
Ma, al rientro, la situazione sarebbe stata diversa da quella prospettata alle famiglie.
Secondo il racconto dei genitori, il dottor Tassiero, una volta rientrato, avrebbe constatato che era stata già predisposta una graduatoria e che la modifica al bando non era stata effettuata. Di conseguenza, la tutela dei bambini già frequentanti, che secondo le famiglie era stata richiesta e assicurata, non sarebbe stata concretamente inserita nella procedura.
Il risultato è che diversi bambini che avevano già frequentato il primo anno del nido e che avrebbero dovuto proseguire il loro percorso si sono ritrovati fuori dalla graduatoria.
Una situazione che sta provocando notevoli difficoltà alle famiglie.
“I nidi privati sono pieni – spiegano i genitori – e molti di noi lavorano. Adesso ci troviamo senza sapere come poter organizzare la nostra vita familiare e lavorativa. Abbiamo fatto tutto quello che ci era stato chiesto, ci siamo esposti, siamo andati negli uffici comunali, abbiamo chiesto incontri e abbiamo scritto mail. Ci era stato detto di stare tranquilli”.
Ed è proprio questo il punto sul quale le famiglie chiedono chiarezza.
La vicenda era già stata seguita con attenzione dal direttore di TerranostraNews, Bocchetti, che in passato si era occupato del caso del nido “Dalla Chiesa”, dando spazio alle istanze dei genitori e contribuendo a mantenere alta l’attenzione su una questione che coinvolge direttamente numerose famiglie maranesi. In quell’occasione, i commissari – appreso del problema – fecero pubblicare il bando che era rimasto ancora nel cassetto.
“Non chiediamo privilegi – sottolineano le famiglie – ma che vengano rispettate le garanzie che ci erano state date. Abbiamo combattuto affinché il servizio funzionasse e affinché i nostri bambini potessero continuare il loro percorso. Ora ci ritroviamo a dover ricominciare tutto da capo”.
La vicenda pone dunque interrogativi sulla gestione della procedura e, soprattutto, sulla comunicazione intercorsa tra amministrazione e famiglie. Se effettivamente era stata richiesta una rettifica del bando per garantire la continuità ai bambini già iscritti, i genitori chiedono di sapere per quale motivo tale rettifica non sia stata formalizzata prima della formazione della graduatoria.
Una richiesta di chiarezza che arriva da famiglie che, negli ultimi mesi, hanno dimostrato una particolare determinazione nel difendere il diritto dei propri figli a proseguire il percorso educativo già iniziato.
Ora i genitori chiedono risposte al Comune di Marano, ma anche una soluzione concreta per quei bambini rimasti fuori, affinché una promessa fatta alle famiglie non finisca per trasformarsi in un problema che sono proprio loro a dover pagare.
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