Marano, sciolti e sinistri chiedono l’operazione verità sulla città. Ma i fatti sono chiari: 4 scioglimenti per mafia e un dissesto finanziario targati centrosinistra

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A Marano si sente spesso da parte di un certo personale politico l’esigenza di una  operazione verità riguardo alle cause del collasso socio-economico e intellettuale che ha segnato la città. Questa esigenza, però, nasconde una contraddizione di fondo: si parla di “verità” come se si trattasse di un mistero insondabile, quando in realtà i meccanismi che hanno portato al dissesto sono di pubblico dominio e ben documentati. La realtà effettuale è limpida e risiede nella storia politica locale degli ultimi decenni.
La responsabilità del declino non è attribuibile a forze oscure o eventi imprevedibili, ma all’azione concreta di chi ha governato o sostenuto le formazioni di sinistra dal 1993 dalle amministrazioni bertiniane in poi. In questa valutazione di corresponsabilità rientrano non solo i politici eletti, ma anche tutti coloro che, con il loro voto o il loro tesseramento, hanno contribuito a legittimare quelle scelte. Simpatizzanti, aderenti e candidati di quelle giunte politiche hanno, di fatto, acconsentito a un processo di degrado che ha eroso il substrato civico e il decoro urbano.
Non vi sono quindi misteri da svelare, ma solo una cronologia precisa di decisioni fallimentari prese da un personale politico di sinistra. È paradossale constatare come gli stessi attori che hanno contribuito attivamente al crollo della città oggi pretendano di guidare un’operazione di “verità”, dimenticando di essere gli artefici diretti della situe di governare la città. Questa dinamica rivela non una ricerca di verità, ma una mancanza di coerenza storica e morale, dove la narrazione pubblica cerca di riscrivere la responsabilità individuale e collettiva in un contesto di evidente fallimento amministrativo della sinistra maranese.
Michele Izzo

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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