La chiusura prolungata di corso Vittorio Emanuele, transennata a causa della pericolosità strutturale dell’immobile, ha generato una spirale di degrado che intacca gravemente la vivibilità del quartiere. L’area, un tempo arteria vitale, è oggi dominata da cumuli di rifiuti abbandonati, trasformati in una discarica abusiva che ospita roditori e cani randagi di grossa taglia, fonte di forte disagio e pericolo per la comunità locale.
La situazione è aggravata dal valore strategico della sede stradale: Corso Vittorio Emanuele rappresenta infatti una bretella fondamentale per il centro storico, collegando la piazzetta Spirito Santo a Piazza Plebiscito. La sua inaccessibilità non solo interrompe i flussi pedonali e veicolari, ma mette in crisi l’intera mobilità della zona, isolando di fatto due punti di riferimento chiave del tessuto urbano.
Il blocco della situazione è dovuto a un contenzioso giudiziario tra i proprietari dell’immobile e l’ente comunale, protrattosi per anni a causa dei tempi dilatatissimi della giustizia civile. Questa stasi ha trasformato un problema tecnico-amministrativo in una crisi sociale ed ecologica, esasperando gli abitanti che chiedono da tempo interventi concreti.
Si rende quindi urgente un’appello alle autorità competenti affinché si superino gli stalli burocratici e si acceleri la risoluzione della problematica. L’obiettivo non è solo la riapertura del corso, ma la rimozione immediata del degrado ambientale, restituendo dignità ai cittadini e garantendo condizioni di vita decorose in un’area che merita di tornare a essere parte integrante e funzionale della città.
Michele Izzo



























