Caso Domenico Caliendo, la cardiochirurga Farina si difende: “Nessuno mi disse che era ghiaccio secco”

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La cardiochirurga napoletana Gabriella Farina, tra i sette indagati per la morte del piccolo Domenico Caliendo dopo un trapianto di cuore fallito al Monaldi di Napoli, rompe il silenzio e affida la sua versione dei fatti alla trasmissione Rai Report. La professionista respinge le accuse e sostiene che il problema sia nato durante l’espianto del cuore all’ospedale di Bolzano, dove sarebbe stato utilizzato ghiaccio secco senza che nessuno la informasse.

Farina afferma di aver indicato al personale dove collocare il ghiaccio per la conservazione dell’organo e di non essere mai stata avvertita che si trattasse di ghiaccio secco, potenzialmente dannoso per i tessuti cardiaci. Contesta inoltre le dichiarazioni provenienti dall’ospedale altoatesino, definendole «completamente false», e nega di aver provocato lesioni al cuore durante l’espianto.

La cardiochirurga spiega di non aver verificato personalmente il tipo di ghiaccio perché, una volta espiantato l’organo, era già iniziato il conto alla rovescia dei tempi di ischemia e doveva ripartire rapidamente per Napoli. Quanto al mancato utilizzo del sistema Paragonix per il trasporto degli organi, sostiene che il personale non avesse ricevuto alcuna formazione o informazione sul dispositivo acquistato dall’ospedale. Farina si dice sconvolta per la vicenda e per le accuse ricevute, ribadendo di aver agito secondo le procedure.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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