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Si terrà oggi la riunione del TAR Lazio sul ricorso contro lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Marano di Napoli, disposto dal Ministero dell’Interno.
La decisione dei giudici amministrativi è attesa entro 5-10 giorni, con possibile estensione fino a circa 15, alla luce della complessità del fascicolo e della documentazione depositata, tra cui la relazione integrale del Viminale di circa 350 pagine acquisita agli atti dalla difesa dell’ex sindaco Matteo Morra.
Secondo la difesa, il provvedimento di scioglimento non avrebbe tenuto conto in maniera corretta dell’intero quadro amministrativo. Di segno opposto la posizione del Ministero dell’Interno, che ha disposto lo scioglimento sulla base della normativa vigente, la quale consente interventi anche in chiave preventiva, in presenza di elementi tali da far ritenere possibile il rischio di condizionamenti dell’ente.
La vicenda continua però a produrre un forte scontro anche sul piano politico e mediatico. Da un lato i sostenitori dell’ex sindaco e i cosiddetti “morriani”, dall’altro chi difende la legittimità dello scioglimento, in un clima ancora oggi fortemente polarizzato.
Non mancano le prese di posizioni, in particolare di “ancelle” e “filosofi” che, evidentemente, hanno una conoscenza superficiale della normativa sugli scioglimenti degli enti locali e continuano a proporre ricostruzioni fuorvianti per l’opinione pubblica.
Terranostranews, con mesi e anni di anticipo, avevas segnalato criticità e segnali di possibile rischio, poi confluiti nel provvedimento di scioglimento.
Sul piano giuridico, tuttavia, resta centrale il lavoro del TAR, chiamato a valutare la solidità dell’impianto motivazionale del decreto e la correttezza dell’istruttoria amministrativa.
La decisione attesa nelle prossime settimane, sarà quindi decisiva non solo per il destino amministrativo di Marano, ma anche per la lettura politica di una delle vicende più controverse degli ultimi anni nel territorio.

