Apresiedere il Board of Peace (approfondisci qui) nato come soluzione alla ricostruzione della Striscia di Gaza e di pace nell’intera Regione, è il presidente americano. Nella lista dei membri nominati una nutrita rappresentanza di Paesi ma anche di amici e parenti, uomini d’affari, rappresentanti non ufficiali, come Tony Blair (unico europeo oltre a un manager cipriota), i presidenti di Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e Argentina, Javier Milei. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ufficialmente accettato l’invito, poi è arrivato anche l’ok del presidente Al Sisi per l’Egitto. Questi ultimi si aggiungono così a Qatar, Turchia, Azerbaigian, Bielorussia, Ungheria, Kazakistan, Marocco, Emirati Arabi Uniti e Vietnam.
Il Consiglio di Pace dovrebbe impartire le direttive politiche dell’azione del Comitato tecnico palestinese, incaricato dell’amministrazione provvisoria della Striscia di Gaza e formato da esponenti palestinesi indipendenti.
Herzog: “Ancora nubi minacciose su Israele”
“Nubi minacciose” incombono ancora su Israele, con “gli iraniano che si stanno riorganizzando e cercano di far credere che non sia cosi'” e con Hamas che sta facendo lo stesso a Gaza. A dirlo e’ il presidente israeliano Isaac Herzog in una conversazione al World Economic Forum di Davos. “Non dobbiamo e non possiamo rilassarci” ha detto Herzog, “con Hamas che si sta riorganizzando e sta cercando di fare passi indietro riguardo agli accordi. Oggi la bilancia pende a nostro favore, ma restiamo in un contesto volatile e pericoloso”.
Media: a Rafah prima “comunità pianificata” per palestinesi
Centro di coordinamento civile-militare (Cmcc) guidato dagli Stati Uniti per la stabilizzazione della Striscia di Gaza ha presentato progetti per un complesso residenziale definito “comunità pianificata” in un’area sotto il controllo militare israeliano che, se sviluppati, prevedono il controllo degli abitanti attraverso sorveglianza biometrica, posti di blocco, monitoraggio degli acquisti e programmi educativi che promuovano la normalizzazione dei rapporti con Israele. E’ quanto emerge da documenti ottenuti da Drop Site News che ricorda come già lo scorso novembre fosse emersa la notizia sui piani per costruire le cosiddette “comunità alternative sicure” a est della Linea gialla che oggi divide l’enclave, un’area controllata da Israele.” L’analisi delle immagini satellitari di Forensic Architecture suggerisce che la prima di queste cosiddette comunità sia in fase di preparazione su un terreno di un chilometro quadrato a Rafah, nella parte meridionale di Gaza, all’incrocio di due corridoi militari”, ha riferito il sito, secondo cui la scorsa settimana si è tenuta al Cmcc una presentazione della “Prima comunità pianificata a Gaza”, che verrà costruita per ospitare fino a 25.000 palestinesi.
I palestinesi dovranno passare attraverso un checkpoint per accedere alla zona. “I residenti potranno entrare e uscire liberamente dal quartiere, soggetti a controlli di sicurezza per impedire l’introduzione di armi ed elementi ostili – si afferma nei documenti – tutti gli abitanti in entrata saranno registrati con documentazione biometrica per consentire l’identificazione per gli spostamenti e i servizi civili”. “Il registro si baserà sui numeri di identificazione palestinesi rilasciati dalle autorità in coordinamento con il Cogat”, ossia il ramo dell’esercito israeliano che sovrintende agli affari civili nei Territori palestinesi occupati.
Media: pressioni Usa su Israele per ingresso governo tecnico
Gli Stati Uniti stanno facendo pressioni su Israele perché autorizzi l’ingresso nella Striscia di Gaza, attraverso il valico di Rafah, del governo tecnico palestinese incaricato di amministrare l’enclave nell’ambito del piano di pace del presidente Donald Trump. Lo riporta l’emittente saudita Asharq News, dopo che nei giorni scorsi il quotidiano israeliano Haaretz aveva appreso da fonti palestinesi del rifiuto di Israele di autorizzare l’ingresso dei funzionari, che avevano programmato di entrare a Gaza questa settimana.Secondo le fonti citate dall’emittente saudita, l’Egitto ha fatto sapere ai membri del governo tecnico palestinese che gli Stati Uniti stanno facendo pressioni su Israele affinché acceleri la riapertura del valico di Rafah in entrambe le direzioni e un annuncio dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.
Trump: “Board of peace collaborerà con Onu”
“Tutti vogliono essere parte di questa giornata e stiamo lavorando con molti altri inclusi l’Onu”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla cerimonia di firma del Board of Peace in corso al Forum di Davos. “La pace in Medio Oriente oggi c’è”, ha aggiunto.
Il Board of peace “collaborerà con molti” organismi “comprese le Nazioni Unite”, ha aggiunto.
























