LA BAMBINA CHE SFIDAVA LE ONDE, LA GIOVANE DONNA CHE AFFRONTA LA VITA

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La “Graziella” 2024 di Procida, la giovane Imma Petrilli, cugina del poeta e dirigente missino Alessandro Scotto di Minico, scrive un’accorata e sincera lettera al mare, che conquista la giuria nell’atto di conferirle il premio. Si rivolge al mare con semplicità, come a un caro amico, ringraziandolo per esserle sempre stato vicino e di conforto. Fin da quando da bambina costruiva sulla battigia castelli di sabbia o giocava saltando al ritmo delle onde (piacere quest’ultimo che conosce solo chi impara a vivere il mare fin da piccolo).
Le fresche risate della bambina lasciano il posto ad un’adolescente pensierosa e riflessiva, che sta iniziando a conoscere la vita e probabilmente ad affrontare prove difficili. Il suo rapporto col mare cresce con lei e si fa più intenso: con il mare lei si confronta, a lui confida i suoi pensieri più intimi nella certezza che in qualsiasi momento può trovarvi conforto. Le paure adolescenziali che travolgono l’animo sono più facili da affrontare abbandonandosi al mormorio delle onde, che infonde in lei tranquillità.
C’è un che di poetico e di musicale in questa voce che nella sua maestosità e grandezza si sa fare piccola e parlare ad una ragazzina. Una voce che ascolta, custodisce i segreti e soprattutto non giudica  ma conforta, fa prendere la consapevolezza di se stessi. Una voce materna che aiuta a crescere e ad affrontare le contraddizioni della realtà attraverso la loro comprensione e accettazione.
I colori cristallini del mare l’aiutano a guardare fiduciosa verso l’orizzonte delle sue scelte future: riesce a vederle con più chiarezza, anche se è ben consapevole degli impegni che dovrà affrontare per arrivare a realizzare se stessa, a trovare la sua dimensione di futura donna.
Ci saranno nel suo percorso difficoltà da affrontare, problemi da risolvere, situazioni complesse tanto da doverle accettare senza la presunzione di cambiarle ma i ritmi che suggerisce la vita del mare saranno sempre presenti dentro di lei per supportarla e incoraggiarla ad andare avanti. Il mare le ha insegnato che dopo le dure sferzate del vento di ponente, dopo le mareggiate più grandi e forti alla fine tutto viene ricomposto nella quiete e nel mormorio del maestrale che allontana le nuvole dal cielo.
Così riprende per tutti il cammino della vita, come un’abitudine a rialzarsi dopo i momenti difficili e continuare ad andare avanti con più fiducia e più speranza. Anche Leopardi lo aveva sostenuto nel suo celebre idillio “La quiete dopo la tempesta ” : dopo un forte temporale che ha suscitato nel borgo molta paura, da ponente ritorna il sereno, si distinguono di nuovo la campagna e il fiume nella valle.
Ritorna l’allegria in ogni cuore e tutti riprendono le proprie consuete attività, che alla fine imprimono un ritmo alla vita e danno un senso all’esistenza.
L’artigiano riprende a lavorare, l’erbivendolo a vendere gli ortaggi, le donne a raccogliere l’acqua piovana. Ognuno ritorna alle opere con il proprio canto e la propria voce.
Le famiglie riaprono i balconi e i terrazzi e da lontano si odono i sonagli delle mandrie e i carri che stridono sul selciato.
Dopo ogni bufera che ci allontana dal delicato equilibrio dell’esistenza, tutto ritorna al proprio abituale ordine con le immagini consuete e soprattutto i rumori, le voci che risuonano e danno conforto. Come i riflessi del mormorio del mare per la giovane e graziosa Graziella. A lei ogni migliore augurio e il ringraziamento per le sue belle e sentite considerazioni.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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