“Bambini del bosco”, la Corte conferma l’allontanamento: i dubbi della Garante Marina Terragni. “Famiglia da aiutare, non distruggere”

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I tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, noti come i “bambini del bosco” di Palmoli, non torneranno a vivere con i genitori. La Corte d’Appello de L’Aquila ha stabilito che i minori restino in casa famiglia, dove è stata accolta anche la madre. Una decisione che arriva nonostante i genitori abbiano accettato di trasferirsi in un’abitazione diversa, mostrato aperture sulle vaccinazioni e ribadito la volontà di continuare l’istruzione parentale.

Sulla vicenda è intervenuta Marina Terragni, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, che invita alla cautela in attesa delle motivazioni della sentenza, ma parla già di una decisione che “ha l’aspetto di un accanimento”. Secondo Terragni, l’allontanamento dei minori dal nucleo familiare dovrebbe rappresentare un’extrema ratio, prevista dalla legge solo in caso di reale pericolo di vita, come maltrattamenti gravi, minacce o abbandono.

La Garante sottolinea come, in presenza di difficoltà familiari, lo Stato dovrebbe prima intervenire con strumenti di supporto — educatori, psicologi, assistenti — aiutando la famiglia a superare i problemi senza spezzarla. Una soluzione che, oltre a tutelare i diritti dei minori, risulterebbe anche meno costosa rispetto al ricorso alle case famiglia.

Terragni evidenzia inoltre il rischio di una gestione eccessivamente dura in casi molto esposti mediaticamente, ricordando che l’allontanamento stesso può rappresentare un trauma per i bambini. Quanto alla socialità ridotta contestata alla famiglia, la Garante ribadisce che si tratta di un aspetto discutibile, ma non sufficiente da solo a giustificare una separazione dai genitori.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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