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Da giorni Vincenzo De Luca è un presidente a termine: resterà in carica solo fino alla proclamazione ufficiale degli eletti di fine novembre. La sua capacità di influire sulla futura giunta è minima, anche perché la lista “A testa alta” non ha ottenuto risultati tali da garantirgli peso negoziale.
Nella fase di composizione della squadra di governo, il messaggio è evidente: i nomi legati a De Luca non avranno ruoli di primo piano. Mario Casillo, forte del suo risultato elettorale e della leadership nel Pd, ha bloccato ogni tentativo dei deluchiani di ottenere deleghe importanti come la vicepresidenza o i Trasporti. Figure storicamente vicine al governatore uscente — Luca Cascone, Fulvio Bonavitacola e, con ogni probabilità, anche Lucia Fortini — sono state accantonate. L’unico che potrebbe restare in giunta è Ettore Cinque, soprattutto se non verrà confermato un tecnico al Bilancio. Tra gli alleati circola un commento: “dei deluchiani ne passerà uno soltanto”.
La definizione della giunta guidata da Roberto Fico dovrebbe arrivare intorno al 15 dicembre. Nel frattempo cresce il nervosismo tra chi era stato sondato prima del voto e poi non più ricontattato. I movimenti continuano: nelle ultime ore è spuntato il nome della parlamentare M5S Gilda Sportiello, mentre lo stratega della campagna elettorale, Ciro Borriello, punterebbe piuttosto alla guida del gabinetto. Restano sul tavolo anche figure come Paolo Siani, il sindaco di Portici Enzo Cuomo e il renziano Tommaso Pellegrino.
Nei prossimi giorni verranno riuniti gli eletti della lista Fico e del M5S, mentre socialisti, centristi e Alleanza Verdi e Sinistra dovranno avanzare proposte, anche tra i non eletti. All’interno di Avs la discussione è aperta, ma appare probabile che la designazione spetti ai Verdi, dove Fiorella Zabatta è tra le più attive nel proporsi.

