Campania, la giunta Fico agita il campo largo: malumori nel Pd e dubbi nel M5S. I renziani ora puntano su Pellegrino, Cesaro out

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Nel campo largo che ha portato Roberto Fico alla guida della Regione Campania cresce il malcontento, soprattutto dopo l’annuncio del governatore eletto di escludere i consiglieri regionali dalla nuova giunta. Una scelta pensata per evitare pressioni e correntismi, ma che sta alimentando tensioni in più aree della coalizione.

Il Partito Democratico, da sempre la prima “stazione della Via Crucis” della politica campana, è il terreno dove i malumori si manifestano più apertamente. Correnti, ambizioni e rivendicazioni restano vive, soprattutto mentre si compone la lista di nomi esterni da proporre in giunta. Oltre all’economista Carmelo Petraglia, circolano i profili di Anna Riccardi (Fondazione Famiglia di Maria) e Andrea Morniroli (Dedalus) per il Welfare.

Sul tavolo del segretario regionale Piero De Luca resta poi un nodo politico non irrilevante: quello di Enza Amato, presidente del Consiglio comunale di Napoli e prima dei non eletti con oltre 14mila voti. Se non entrerà in giunta, dovrà tornare a via Verdi? La questione agita più di un equilibrio interno.

Nel frattempo, nel fronte contiano l’unico tassello già solido è quello di Ciro Borriello, ex assessore comunale con De Magistris e oggi vicino a Fico. Per lui non un assessorato, ma il ruolo strategico di capo di gabinetto del Presidente, riconoscimento delle sue capacità organizzative.

Sul versante renziano, la resistenza di una parte del Pd e del M5S all’ingresso in giunta di Ciro Buonajuto – che favorirebbe l’elezione in Consiglio di Armando Cesaro – ha spinto “Casa Riformista” verso un piano B: l’ex deputato Tommaso Pellegrino, non rieletto ma forte di quasi 16mila preferenze a Salerno.

Anche Clemente Mastella, leader di Noi di Centro, non nasconde l’irritazione: «La mia lealtà verso Fico resta, ma lo stop ai consiglieri in giunta mi trova in radicale disaccordo».

E non mancano malumori neppure nel Movimento Cinque Stelle, nonostante il presidente sia uno dei loro. Il tema è la possibile esclusione dalla giunta di Luca Trapanese, primo degli eletti M5S con oltre 12mila voti e forte di un’esperienza positiva al Welfare nel Comune di Napoli. Molti pentastellati ritengono penalizzante rinunciare a un profilo così radicato e credibile nel sociale. Per ora Trapanese non commenta, ma il confronto interno è imminente: gli eletti sono stati riuniti in una chat e presto si vedranno anche con Fico.

Intanto, i tempi si allungano: la proclamazione degli eletti in Corte d’Appello potrebbe slittare fino al 10 gennaio 2026, ritardando la prima seduta del Consiglio regionale e, con essa, ogni decisione finale sulla giunta.

Il cantiere politico è aperto, e il clima non è dei più sereni.

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