A Marano sembra tornare in scena una categoria di “morti viventi politici”: figure che, dopo anni di scioglimenti, fallimenti amministrativi e responsabilità mai davvero chiarite, oggi provano a ripresentarsi come detentori della verità. Ma di fronte ai loro tentativi di prendere nuovamente voce, restano i fatti. E i fatti raccontano un’altra storia.
La procedura per l’affidamento del servizio rifiuti è stata un caso emblematico: un capitolato e un disciplinare di gara con due diverse annualità di scadenza. Errori grossolani, scritti e verificati negli uffici comunali, che non riguardano certo i commissari, presenti da appena due mesi. Anche la Cuc Nolana, chiamata al supporto tecnico, non ha sollevato alcuna osservazione. Ora però qualcuno finge stupore e cerca nuovi bersagli.
Il Palazzo Battagliese è un’altra ferita aperta: rimasto chiuso per due anni e mezzo nonostante i soldi spesi per il restyling. Oggi gli stessi che non sono riusciti a renderlo fruibile gridano al miracolo mancato e sollecitano aperture immediate. Una retorica che stona con la realtà. Così come per le strade dissestate, ereditate dal passato, o le croniche mancanze idriche.
Lo stesso copione per l’asilo nido comunale: trovato dai commissari chiuso e perfino privo del contatore della corrente, dettaglio che sorprende se si considerano i tre anni in cui nessuno se n’è accorto. Sono stati i commissari a sbloccare la situazione e ad avviare la riattivazione della struttura.
Per questo gli attacchi rivolti all’attuale gestione appaiono poco credibili. I commissari stanno operando in un contesto difficile, tra ritardi accumulati e disfunzioni che vengono da lontano. Stanno cercando di rimettere ordine senza clamore e senza propaganda.
Un’unica critica, forse, può essere mossa oggi: non hanno ancora proceduto al necessario ridimensionamento di alcuni funzionari comunali la cui inefficienza è nota da tempo. Lo faranno? Non si sa. Ma per il resto, al momento, non c’è molto da contestare.
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