Le liste del Pd per le regionali, complete al 90 per cento come ha precisato il segretario regionale Piero De Luca, passano all’unanimità nella direzione dem di ieri sera. Ma la riunione, fin lì scorrevole, è stata improvvisamente scossa da un caso politico esplosivo: quello di Frattamaggiore.
A sollevarlo è stata la consigliera regionale Bruna Fiola, che davanti alla platea ha puntato il dito contro il sindaco dem Marco Antonio Del Prete, il cui padre, Vincenzo Del Prete, anche lui iscritto al Partito Democratico, è candidato alle prossime regionali con la lista deluchiana A Testa Alta.
«Non si può usare il partito come un taxi», ha tuonato Fiola, denunciando «una situazione inverosimile e vergognosa». Le sue parole hanno gelato la sala e messo in evidente difficoltà De Luca jr, costretto a gestire la prima vera grana di questa fase finale di composizione delle liste.
Secondo Fiola, chi si candida con altre forze politiche non può restare nel Pd: «Chi ha la tessera del Pd e si mette in un’altra lista deve essere messo fuori. I partiti non sono taxi».
Il fronte interno esplode sui social
La polemica si è poi spostata online. Il segretario cittadino del Pd di Frattamaggiore, Andrea Saviano, ha scritto un post durissimo chiedendo il commissariamento immediato del circolo. «Gli iscritti devono essere tutelati da questo nuovo corso – ha scritto –. In questi anni al Pd è stato affidato un ruolo marginale in Regione, ma ora bisogna dire basta».
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