Ranucci e Boccia, il racconto del presunto bacio nelle carte dell’inchiesta Lavitola: il loro rapporto diventa un libro

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Anche Maria Rosaria Boccia entra nella vicenda che ruota attorno a Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola. Il rapporto nato nel 2024, quando l’imprenditrice era diventata una delle principali fonti delle inchieste sul caso Sangiuliano, con il tempo sarebbe andato oltre il terreno strettamente professionale. A raccontare agli inquirenti un particolare inedito è stata Natalia Potenza, ex compagna di Lavitola: secondo quanto riporta Libero Quotidiano citando le carte dell’inchiesta, l’ex faccendiere le avrebbe parlato di una fotografia nella quale Ranucci e Boccia si bacerebbero.

Potenza avrebbe riferito che l’episodio risale all’inizio di maggio 2026, quando Lavitola sarebbe rientrato a casa particolarmente agitato. Alla richiesta di spiegazioni avrebbe risposto: «Ci hanno fatto vedere una foto in cui Sigfrido si bacia con la Boccia». Si tratta, allo stato delle informazioni riportate dal quotidiano, di una dichiarazione resa agli investigatori: non risulta dunque verificata né l’esistenza della fotografia né ciò che effettivamente mostrerebbe.

Il rapporto tra Boccia e Ranucci torna ora al centro dell’attenzione anche per un’altra ragione. Si intitola “Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste” il libro nel quale l’imprenditrice ricostruisce, dal proprio punto di vista, quasi due anni di rapporto con il giornalista. Il volume sarà disponibile su Amazon da sabato 19 settembre, in formato eBook e nelle versioni con copertina flessibile e rigida.

a conoscenza tra i due risale al settembre 2024, quando Boccia era al centro della vicenda politica e mediatica legata all’allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Il primo contatto, racconta l’autrice, arrivò attraverso un messaggio di Ranucci. Da lì sarebbe nato un rapporto inizialmente legato all’attività giornalistica di Report e poi diventato, nel tempo, un’amicizia.

Nel libro Boccia ricostruisce quel legame attraverso ricordi, conversazioni e documenti, intrecciandolo con le vicende pubbliche che hanno coinvolto entrambi. Accanto al giornalista compare anche il Ranucci privato conosciuto dall’autrice: telefonate, videochiamate, discussioni, ironia e piccoli rituali condivisi, dai gianduiotti diventati una sorta di moneta simbolica fino al soprannome “Superman”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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