Nonostante l’adozione recente del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) e l’attivazione delle norme di salvaguardia, a Marano ripartono i cantieri. In zona via Adda, un’area per anni al centro di vicende urbanistiche complesse, sono iniziati in questi giorni i lavori per l’edificazione di circa 30 appartamenti.
L’area, un tempo parte della vasta lottizzazione denominata “C17”, è stata scorporata e oggi è ufficialmente riferibile alla società Sant’Antonio, controllata dalla famiglia Sarracino, nome noto negli ambienti imprenditoriali locali. Il permesso a costruire risale ad alcuni anni fa e prevedeva l’avvio dei lavori già nell’aprile scorso. Tuttavia, soltanto ora si registra un effettivo movimento di mezzi e operai nell’area.
Cemento nonostante tutto
L’avvio del cantiere in via Adda è solo uno dei tasselli di un mosaico ben più ampio. Nella stessa zona, comprese le aree al confine con Calvizzano, le medesime società e cooperative stanno costruendo o progettano la realizzazione di centinaia di nuovi appartamenti. Il tutto poggia su autorizzazioni rilasciate in passato dal Comune, in un contesto normativo e politico spesso caratterizzato da confusione, contenziosi e decisioni discutibili.
La storia della lottizzazione C17, in particolare, è lunga e travagliata. Un’area su cui più generazioni di amministratori hanno lasciato il segno, spesso in modo poco trasparente o con scarsa lungimiranza urbanistica. Errori procedurali, interpretazioni ambigue dei regolamenti e una gestione disattenta hanno permesso a diverse cooperative edilizie di vincere ricorsi al TAR, spalancando le porte alla cementificazione, anche laddove il buon senso (e oggi il nuovo PUC) avrebbe imposto prudenza.
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