Il primo set è un assolo di Sinner. Un 6-2 in 27 minuti che non lascia troppo spazio alle interpretazioni. Il n.2 del ranking è semplicemente perfetto: nei suoi turni di battuta non si gioca, in quelli di Alcaraz si gioca fin troppo per lo spagnolo. Pronti, via e Sinner azzecca tre risposte incredibili e mette già in difficoltà il numero uno del mondo. Che, confuso e tramortito, regala con un doppio fallo il break iniziale all’avversario. Si vede che è un’esibizione, si gioca anche molto a rete, con dei ricami delicati dove vincitore spesso è proprio Sinner, che mostra di avere una mano più educata di quanto si pensi. Piuma e ferro, con la seconda opzione usata dall’altoatesino quando deve servire: nel menu arabo per Carlos, bordate su bordate. Poco da fare, l’indoor è proprio perfetto per le caratteristiche di Sinner, soprattutto la Kingdom Arena: la palla scivola come piace a lui, che con la sua capacità di anticipare la palla mette troppo in crisi l’avversario, anche se si tratta di Alcaraz. Ed infatti, sul 3-1 arriva la palla del doppio break dopo uno scambio spettacolare, che Jannik converte portandosi sul 4-1. Col servizio in questo parziale l’azzurro è inavvicinabile (55% di prime ma 91% di punti quando l’ha messa dentro) e lo è fino alla fine, con un 6-2 che non ammette repliche. Il secondo set si apre con un Alcaraz più combattivo, deciso a dare almeno del filo da torcere a Sinner. Non sembra in formissima lo spagnolo, forse il fastidio alla caviglia non gli permette di essere al massimo, ma il problema per lui sembra un altro: su questo tipo di superfice, in indoor, sembra non riuscire a sfruttare una delle sue armi migliori, la mobilità, quasi annullata dall’incredibile velocità di palla. Sul 2-2 c’è il game più lungo della partita, dove i due fanno vedere perché sono assolutamente i più forti del mondo e dove Alcaraz annulla, con dei miracoli e con l’aiuto del servizio, ben cinque break point a Sinner. Questione di tempo. Sul 3-3 Jannik si procura altre due palle break, e stavolta dritto e poi rovescio lungolinea consentono recuperi a fatica allo spagnolo, che stavolta non si salva. Il resto è accademia. Finisce con i due che si abbracciano a rete, felici e contenti (con quegli assegni, del resto…) che ridono scambiandosi battute. Sinner è per la seconda volta consecutiva il re dei re in Arabia Saudita vincendo la settima partita contro il grande rivale (anche se le statistiche ufficiali dicono 5), mettendosi in tasca 6 milioni di dollari
759 Visite
























