L’ULTIMA BOUTADE DI FICO E COMPAGNI: IL REDDITO DI RESTANZA

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La proposta del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Aveta, sostenuta anche da Nino Simeone della lista Fico Presidente, riporta al centro il tema dello spopolamento dei piccoli comuni della Campania.

L’obiettivo di consentire alle persone di restare nei propri territori è condivisibile. Ma la domanda è un’altra: vogliamo creare opportunità per vivere e lavorare nei nostri comuni oppure limitarci a distribuire contributi pubblici?

Il cosiddetto reddito di restanza rischia di diventare l’ennesima risposta assistenzialista a un problema che richiede ben altro. Perché i giovani non abbandonano i propri paesi per mancanza di bonus, ma perché spesso mancano lavoro, servizi, infrastrutture e prospettive concrete.

La Campania non ha bisogno di nuove misure che rischiano di tamponare le emergenze senza risolverle. Ha bisogno di una strategia seria per attrarre investimenti, sostenere le imprese, valorizzare il commercio, il turismo e le produzioni locali, migliorare i collegamenti e rendere i territori competitivi.

Presidente Fico, non basta incentivare le persone a restare: bisogna mettere i cittadini nelle condizioni di scegliere di restare.

La differenza è tutta qui: tra una politica che distribuisce risorse per gestire il disagio e una politica che crea le condizioni per superarlo.

I piccoli comuni non devono diventare dipendenti dai sussidi pubblici. Devono tornare a essere luoghi in cui i giovani possano costruire una famiglia, avviare un’attività e realizzare i propri progetti.

Meno assistenzialismo, più lavoro. Meno bonus, più sviluppo. Meno dipendenza dalla politica, più autonomia per i cittadini.

Perché la vera restanza non si finanzia all’infinito: si costruisce creando futuro.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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