Elly Schlein congeda Michele Emiliano con l’onore delle armi, lodando il suo passo indietro in Puglia e promettendogli un luminoso avvenire politico. Ma non basta per risolvere lo psicodramma delle regionali in Puglia che va avanti da oltre un mese, e ha assunto le dimensioni di una telenovela con un colpo di scena al giorno.
Non risolve, il sacrificio di Emiliano, imposto dalla segretaria: non sarà nelle liste Pd a novembre. Perché Nichi Vendola ha detto ieri alla festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia che lui di passi indietro non ne farà e sarà nelle liste di Avs. Una scelta che Decaro non vuole accettare.
Lui ha chiesto in maniera prima informale e poi con un post sui social il 22 agosto di non avere in lista gli ultimi due presidenti della Puglia, per non essere un governatore «a metà». E resta sulla sua posizione. E dunque, a rigor di logica, dopo la mossa di Vendola è vicino al punto di ritirarsi per restare in Europa. E poi, ma questo i suoi non lo dicono esplicitamente, candidarsi al congresso del Pd contro Schlein.
RESTA DUNQUE, FORTISSIMO, il braccio di ferro Decaro-Vendola, da cui, a questo punto, uno solo dei due resterà in piedi per le regionali in Puglia. E la bilancia dice che il passo indietro potrebbe essere quello di Decaro. «Io ho posto le mie condizioni, e sono note a tutti. Non è una questione personale contro Emiliano», ha detto ieri ai suoi più stretti collaboratori. «Se Vendola si candida in consiglio il centrosinistra troverà un altro candidato presidente. Nessuno è insostituibile». Per Decaro l’ipotesi di averli come assessori sarebbe meno indigesta. Lui vuole avere mano libera in consiglio per «poter cambiare le scelte dei precessori».
IERI POMERIGGIO SCHLEIN ha dato ufficialmente il benservito a Emiliano, dopo che il governatore lunedì aveva fatto capire di essere a disposizione del partito. Concetto ribadito ieri mattina in una telefonata a Schlein: «Decidi tu, io mi adeguo». Queste le parole della segretaria dem: «Ringrazio Michele Emiliano per essersi messo con generosità a disposizione del partito e per aver deciso di non candidarsi alle regionali. Emiliano ci aiuterà a scrivere una pagina nuova nel futuro della Puglia accanto alla coalizione progressista che stiamo costruendo e alla candidatura più competitiva che possiamo mettere a disposizione: quella di Antonio Decaro, che ha già dimostrato a Bari le sue grandi doti amministrative».
A QUEL PUNTO, tutti si aspettavano che Decaro confermasse la sua candidatura, che finora è rimasta nel congelatore. E invece no. Con una nota l’ex sindaco di Bari, oltre a esprimere «stima e gratitudine» verso il suo padre politico, si è rivolto a Vendola: «Mi auguro che lo stesso gesto di generosità possa arrivare anche da Nichi Vendola e da Avs, che considero alleati fondamentali per il governo della Regione, in modo da avviare la campagna elettorale».
Neppure un’ora dopo arrivano le parole di Vendola da Reggio Emilia: «Non c’entra niente la generosità, c’entrano l’autonomia dei partiti e il primato della politica. Io sono il presidente di Sinistra italiana, che è un altro partito e rispondo alla mia comunità politica. E quindi se la mia comunità mi ha chiesto di impegnarmi o me lo chiederà, io sono a disposizione».
Vendola, che nelle ultime ore (dopo il duro confronto tra Fratoianni e Decaro) aveva anche ipotizzato di farsi da parte per non addossarsi la responsabilità del ritiro di Decaro, ha speso parole al miele per l’ex sindaco di Bari: «Ha l’energia, l’età, l’esperienza per fare bene per la Puglia. Credo di essere stato tra i primi a indicare in Antonio il profilo giusto per il sindaco di Bari e poi per la regione Puglia».
ORA LO PSICODRAMMA si è trasformato in thriller. Che farà Decaro dopo che Vendola ha detto di voler restare in campo? La logica dice che si ritirerà, salvo una clamorosa retromarcia dell’ex leader di Sel e di Avs. Ma in questa intricata vicenda pugliese nulla è come appare. E dunque bisogna aspettare ancora. Schlein lancia un segnale chiaro: «Vendola fa parte di un’altra forza politica, delle liste di un’altra forza politica è giusto che si occupino loro». La linea non cambia: per il Nazareno Decaro deve accettare Vendola.
VENERDÌ LA SEGRETARIA sarà in Puglia, a Bisceglie, per la festa dell’Unità. Il 7 settembre Decaro è atteso alla festa di Reggio Emilia insieme a Roberto Fico. Mancano poche ore per la soluzione del giallo. Intanto si scaldano a bordo campo gli eventuali candidati alternativi. In pole position c’è Francesco Boccia, capogruppo Pd in Senato, che perse le primarie contro Vendola nel 2005 e poi nel 2010. E il paradosso di questa estate è che potrebbe essere proprio Vendola a spianare la strada al suo ex sfidante. Quanto a Decaro, una volta libero dalla grana pugliese sarà pronto per lanciare la sfida congressuale a Schlein. E potrà farlo da “martire”, attaccando chi non lo ha difeso abbastanza in Puglia























