Marano, Giudice di Pace. L’ultima tegola: funzionario denuncia accessi illegittimi ai sistemi informatici. Storia di una struttura che doveva essere chiusa senza se e senza ma. Ma tra Napoli nord e Roma, campa cavallo

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Gravi problemi organizzativi e gestionali continuano a emergere all’Ufficio del Giudice di Pace di Marano di Napoli, delineando un quadro sempre più allarmante. Una recente segnalazione interna, formulata da un funzionario dell’ufficio giudiziario maranese, ha evidenziato disfunzioni nella gestione degli accessi ai sistemi informatici, con modalità che non garantirebbero né sicurezza né tracciabilità. Un problema che, secondo il denunciante, che ha inviato la sua nota anche al presidente del tribunale Napoli nord e ai sindaci dei comuni interessati, non è nuovo e che si inserisce in un contesto già da tempo compromesso. Ci sarebbero, in particolare, figure professionali di categorie inferiori non abilitate alle funzioni istruttorie, che avrebbero libero accesso ai sistemi informatici, anche contenenti notizie e dati sensibilissimi.

Le criticità, però, non si fermano qui. Il contratto con i proprietari dell’immobile che ospita l’ufficio, almeno fino a poco tempo fa, non era stato mai sottoscritto, lasciando la struttura in una condizione di precarietà assoluta. I Carabinieri, in particolare l’ispettorato del lavoro, nel corso di vari sopralluoghi, hanno segnalato più volte problemi strutturali e di sicurezza. Per non parlare della questione personale, mai completamente risolta.

A complicare ulteriormente lo scenario, l’ex presidente del Tribunale di Napoli Nord, Luigi Picardi, ha chiesto in passato al Ministero della Giustizia la soppressione dell’ufficio, denunciando carenze di personale e altre anomalie. Tutti appelli puntualmente rimasti inascoltati, poiché da tempo una lobby di professionisti interessati e figure politiche si oppongono a ogni tentativo di riorganizzazione o chiusura, mantenendo lo status quo a discapito dell’efficienza del servizio e dei cittadini. E come se non bastasse, il sindaco di Marano – Comune capofila nella gestione dell’ufficio – in passato si è visto recapitare un avviso di garanzia (l’esito del procedimento al momento non è noto) per inosservanza della normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

A Marano accade di tutto: il Giudice di pace opera in una struttura per due terzi di proprietà privata; il personale, almeno in parte, non è professionalmente formato, si aggiungono adesso accessi da parte di figure non abilitate, oltre che sospetti e ombre correlate a un recente esposto che ha segnalato evidenti anomalie e complicità e commistioni tra personale comunale e giudici, nonché l’episodio di un trasferimento di personale autorizzato, poi revocato e poi ri-autorizzato. Ma a Napoli nord, per ora, tutto tace. E a Roma tutto dorme, perché così ha deciso un uomo forte di Qualiano, il suo fido amico Of Monster e gli altri avvocatoni che orbitano nella sua sfera.

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