Dopo le scelte nelle Marche e in Toscana, dove il campo largo ha chiuso su Matteo Ricci e sulla ricandidatura di Eugenio Giani, la Campania resta l’ultimo e più delicato nodo per il centrosinistra. Qui il peso di Vincenzo De Luca condiziona i tavoli romani: negli incontri con Conte e Schlein, il governatore ha ottenuto un’intesa che prevede, tra l’altro, la segreteria regionale del Pd affidata al figlio Piero De Luca. Ma l’accordo definitivo richiede un’accelerazione, in un contesto in cui il Movimento 5 Stelle resta prudente.
Nel frattempo, anche il centrodestra prende tempo, come confermato da Antonio Tajani: «Ci confronteremo, c’è tempo per scegliere i candidati migliori». In Campania si guarda a una rosa di nomi civici, tra cui spiccano il rettore Matteo Lorito, il prefetto Michele di Bari, e Giosy Romano, commissario della Zes unica, figura stimata da Forza Italia e Lega per la sua capacità di attrarre voti moderati. Ma proprio il suo ruolo strategico nel governo del territorio potrebbe renderne difficile la candidatura.
Sul fronte politico, resta in campo il nome del viceministro Edmondo Cirielli, ancora freddo di fronte alle divisioni interne alla coalizione. Sullo sfondo anche Gianpiero Zinzi e Mara Carfagna, ma al momento nessuna decisione è imminente.
A scaldare il clima, anche le polemiche sul piano di rientro sanitario, con Fulvio Martusciello (FI) che accusa il Ministero della Salute di penalizzare ingiustamente la Campania: «È un freno strutturale al comparto economico regionale».
Il vertice decisivo potrebbe arrivare dopo Ferragosto, ma tutto dipenderà dagli equilibri interni alle coalizioni e da come si muoverà l’avversario. Per ora, la parola d’ordine è attendere. Ma la campagna elettorale è già cominciata.
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