Tempi lunghi, anche oltre un anno, per una mammografia. È quanto emerge dalla nuova piattaforma di sorveglianza attivata dal Ministero della Salute. Se per le emergenze la risposta è in media accettabile, le attese per le visite ordinarie restano critiche, tanto che molti cittadini rinunciano o si rivolgono al privato.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rassicura: «Ora abbiamo finalmente uno strumento efficace e trasparente basato su dati oggettivi. A settembre, se necessario, useremo i poteri sostitutivi per intervenire nelle Regioni in difficoltà, in modo proattivo e non punitivo. L’obiettivo non è fare pagelle, ma risolvere i problemi».
Attualmente online sono disponibili solo dati aggregati, ma il ministro assicura che la diffusione completa, Regione per Regione, avverrà gradualmente.
Case di comunità e personale sanitario
Sul fronte del PNRR, Schillaci si dice fiducioso che tutte le Case di comunità saranno operative entro giugno 2026, con il coinvolgimento dei medici di famiglia. «Molte sono già attive, il processo sta andando avanti».
Uno dei nodi principali è la carenza di personale. «Per i medici bisogna rendere la professione più attrattiva, ridurre la burocrazia e valorizzare le specializzazioni meno scelte. Per gli infermieri, la carenza è diffusa in tutta Europa. Dobbiamo reclutare anche dall’estero, ma puntare anche a valorizzare gli infermieri italiani e rendere il corso di laurea più appetibile».
Prescrizioni inappropriate e medicina difensiva
Tra le cause delle liste d’attesa, Schillaci segnala anche l’eccesso di prescrizioni inappropriate, spesso frutto della medicina difensiva. «Stiamo lavorando per rendere definitivo lo scudo penale per i medici. E vogliamo utilizzare l’intelligenza artificiale per identificare meglio le reali necessità dei pazienti. Non servono misure coercitive, ma consapevolezza e appropriatezza».



























