«Non riusciamo ad avere contatti con nostro padre Antonio Di Gennaro dalle 14,30 del 3 giugno. Se qualcuno avesse notizie contattate questi numeri e/o le forze dell’ordine». Un volantino stampato in fretta, con toni accorati e i numeri di telefono di Andrea e Michele Di Gennaro, i due figli del pensionato scomparso. È apparso pochi giorni fa nello stabile di via Cicori, a Quarto, poco lontano dalla Chiesa di Santa Maria e dal municipio cittadino. Ma dietro quell’annuncio non c’era una reale speranza di ritrovare Antonio. Era un tentativo disperato e fallito di dissimulare, di depistare le indagini e di allontanare da sé ogni sospetto. Perché Antonio Di Gennaro, 72 anni, era già morto. Ucciso, secondo l’accusa, proprio da quei due figli, finiti in stato di fermo per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere.
La vicenda che ha sconvolto Quarto è di quelle che sembrano uscite da un film horror. Invece si tratta di una terribile realtà. Antonio era stato dato per scomparso dal 3 giugno. A denunciarne la scomparsa alle forze dell’ordine, la sera del 5 giugno, è stata la compagna, preoccupata per quell’assenza improvvisa e inspiegabile. La donna si è presentata dai carabinieri raccontando di aver sentito dai figli che l’uomo l’aveva lasciata, che aveva una nuova compagna e si era trasferito all’estero. Una ricostruzione improbabile, che ha subito insospettito gli investigatori. Anche perché, solo pochi giorni prima, la coppia aveva acquistato abiti nuovi per partecipare al matrimonio di un amico. Nessun elemento nei comportamenti di Antonio poteva far presagire un allontanamento volontario.

























