Il dolore, l’amicizia, i dubbi su alcuni aspetti del Pontificato di Francesco, l’urgenza di non lasciare la scelta del successore all’area “laicista” del Vaticano, tantomeno a quegli ambienti contigui alla sinistra. Il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller, esponente dell’ala conservatrice del collegio cardinalizio, in una intervista a Repubblica parla del suo rapporto personale con Bergoglio e analizza alcuni aspetti della successione a Papa Francesco.
“Ogni Papa non è un successore del suo predecessore ma un successore di Pietro”, spiega Müller, che in questo modo fa capire che nessun obbligo di proseguire nella linea del precedente pontificato va seguita. Il giudizio di Müller su Papa Bergoglio è positiv: “Ha avuto «unanime l’apprezzamento per l’impegno con i migranti, i poveri e per superare le divisioni tra il centro e la periferia, ma in alcuni momenti è stato un po’ ambiguo: per esempio quando con Eugenio Scalfari ha parlato di resurrezione. Con papa Benedetto abbiamo avuto la chiarezza teologica perfetta», dice oggi a Repubblica. Qualche mese fa, Müller, al Secolo d’Italia, aveva espresso gli stessi dubbi sulla “materializzazione” della Chiesa e la laicizzazione delle sue istituzioni.
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