Occhio a bastoncini di pesce, l’allarme della rivista svizzera

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Si tratta di uno degli alimenti salva-cena per antonomasia, eppure, secondo un team di esperti, potrebbe nascondere dei rischi; stiamo parlando dei bastoncini di pesce. A prescindere dal marchio di produzione, questi bocconcini impanati da friggere o cuocere al forno dovrebbero essere limitati a tavola, perché costituiscono un potenziale rischio, specie se consumati spesso.

A parlarne è stata la rivista svizzera Bon à Savoir, che da anni si occupa di alimentazione e tutela dei consumatori. Dall’articolo emerge che su quindici marchi produttori di bastoncini testati nessuno si sarebbe rivelato privo di sostanze dannose. In tutti e quindici i test, infatti, è risultata la presenza di glicidolo, acrilammide e 3-MCPD. Queste tre sostanze vengono considerate dei contaminanti che si sviluppano durante i processi di lavorazione ad altissime temperature. Stiamo parlando, pertanto, di sostanze potenzialmente tossiche per l’uomo. Sostanze che, alla lunga, potrebbero provocare anche il cancro.

Va detto che le quantità di glicidolo, acrilammide e 3-MCPD è molto ridotta all’interno dei prodotti, tanto che si parla di valori al di sotto della soglia di pericolo: tuttavia, se consumati di frequente, i bastoncini potrebbero trasformarsi in un alimento a rischio.

Gli esperti sono preoccupati dalla presenza, seppur minima, di glicidolo e acrilammide. Il primo è uno scarto che si ottiene dalla raffinazione degli oli vegetali usati nella frittura industriale, il secondo si origina dalla combinazione di zuccheri e asparagina nel corso della cottura dei carboidrati (si pensi alla panatura dei bastoncini) che deve avvenire a temperature elevate. La stessa Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) considera glicidolo e acrilammide due sostanze genotossiche e cancerogene.

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