Autonomia differenziata, la Corte Costituzionale pronta a pronunciarsi

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Il dibattito sull’Autonomia differenziata si intensifica: da una parte quattro Regioni guidate dal centrosinistra si oppongono alla legge Calderoli, mentre dall’altra tre Regioni del Nord si schierano a favore del Governo. La Corte Costituzionale è ora chiamata a esprimersi sulle questioni di costituzionalità sollevate dai ricorsi di Puglia, Toscana, Sardegna e Campania, che hanno impugnato l’intera legge e alcune sue specifiche disposizioni. Durante un’udienza fiume svoltasi ieri gli avvocati delle Regioni ricorrenti e quelli delle Regioni del Nord (Lombardia, Piemonte e Veneto), supportati dall’Avvocatura dello Stato, hanno presentato le proprie argomentazioni. La Corte si riunirà a partire da oggi in camera di consiglio per esaminare i ricorsi, e una decisione è attesa nelle prossime settimane, con la sentenza prevista entro metà dicembre, prima che la Cassazione si pronunci sull’ammissibilità dei referendum abrogativi. La decisione della Consulta potrebbe influire proprio sui quesiti referendari, che potrebbero essere modificati o dichiarati superati.

LA POSIZIONE DELL’AVVOCATURA DI STATO. L’Avvocatura dello Stato, in rappresentanza del Governo, ha sostenuto che i ricorsi delle quattro Regioni siano «inammissibili», criticando la difficoltà di individuare una violazione delle competenze legislative delle Regioni ricorrenti. «Non è facile trovare una lesione delle competenze regionali», ha dichiarato in aula l’avvocato dello Stato Giancarlo Caselli, sottolineando che questo incide sull’ammissibilità globale dei ricorsi.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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