Ilaria Salis rompe il silenzio: “Ecco perché non pago l’affitto”

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Dopo qualche giorno di silenzio social, è tornata a farsi sentire Ilaria Salis. La neo deputata dell’Europarlamento, eletta tra le fila di Alleanza Verdi e Sinistra, ha parlato della polemica sulla casa popolare situata a Milano, in zona Navigli, da lei occupata abusivamente. L’ex supplente, tra l’altro, ha anche accumulato un debito di 90mila euro con Aler, l’Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale. E, negli scorsi giorni, alcuni esponenti del centrodestra milanese avevano chiesto che lo stipendio da parlamentare della Salis fosse pignorato per risarcire la somma dovuta.

“Sì, lo confesso! Sono stata una militante del movimento di lotta per la casa che negli anni ha dato battaglia sul tema del diritto all’abitare, a Milano e in tutta Italia – ha scritto la Salis in un post su Instagram -. Se qualcuno pensava di fare chissà quale scoop scavando nel mio passato, è solo perché è sideralmente lontano dalla realtà sociale di tale movimento, che si compone di decine di migliaia di abitanti delle case popolari e attivisti, i quali, per aver affermato il semplice principio di avere un tetto sulla testa, sono incappati in qualche denuncia”.

L’europarlamentare di Avs si è poi scagliata contro tutti quegli organi di informazioni – compreso Libero – che, a suo dire, avrebbero gettato fango sulla sua persona. “Li ringrazio per avermi servito questo assist per riportare l’attenzione mediatica su un tema che mi sta molto a cuore, perché così cruciale per le classi popolari e i giovani Sarebbe auspicabile – ha sottolineato Salis – che l’informazione, piuttosto che gettare fango sul mio conto, si dedicasse al contesto di grave povertà e precarietà abitativa nel quale si ritrovano ampie fasce di popolazione. Le pratiche collettive dell’occupazione di case sfitte, il blocco degli sfratti, la resistenza agli sgomberi, gli sportelli di ascolto e la lotta per la sanatoria – ha poi aggiunto – rappresentano un’alternativa reale e immediata all’isolamento sociale e alla guerra tra poveri, strumentalizzate tanto dalle forze politiche razziste quanto dal racket”.

E ancora, aggiunge: “Un gran numero di individui e famiglie, spesso prive dei mezzi necessari per reagire adeguatamente, sono tormentate da richieste infondate di questo genere. Il totale dei crediti contabilizzati da Aler ammonta infatti ad oltre 176 milioni di euro! La pratica di richiedere esose indennità di occupazione agli inquilini, basata su presupposti a dir poco incerti, è una strategia utilizzata sistematicamente per spaventare gli occupanti e tentare di fare cassa”.

“Mentre molte, troppe persone non vedono garantito il proprio diritto all’abitare e non hanno alternative dignitose se non occupare – in una della città con gli affitti più cari, ricordiamolo sempre -, l’ente che dovrebbe tutelare questo diritto sembra essere più interessato a criminalizzare il movimento di lotta per la casa e gli inquilini piuttosto che a trovare soluzioni concrete. Nei prossimi giorni condividerò alcuni dati e spunti di riflessione sulla questione abitativa a Milano e in Italia. Ringrazio Libero & co. per avermi servito questo assist per riportare l’attenzione mediatica su un tema che mi sta molto a cuore, perché così cruciale per le classi popolari e i giovani. Mai più gente senza casa, mai più case senza gente”.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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