Un ‘omissis’ nei verbali sui nomi dei terzi non indagati: con il ddl sulla giustizia arriva una nuova stretta sulla pubblicazione delle intercettazioni. Un emendamento del senatore forzista Pierantonio Zanettin interviene sul codice di procedura penale prevedendo che il pubblico ministero dia indicazioni e vigili affinché nei verbali non siano riportate circostanze che “consentono di identificare soggetti diversi dalle parti”. Il testo nella versione originaria, più tassativa, prevedeva che “sono, in ogni caso, esclusi i nominativi di persone estranee alle indagini alle quali è garantito l’anonimato”. Viene riformulato dal governo, anche con la mediazione della presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, e approvato in con il sì di maggioranza e Italia Viva. “Si tratta di una norma di ulteriore garanzia – per il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto – che rafforza la concreta applicazione del principio di presunzione di non colpevolezza”.
Una parte delle intercettazioni legittimamente acquisite, e che legittimamente sono entrate nel dibattimento, non potrà essere conosciuta dalla opinione pubblica” – è critico sull’intero impianto del ddl il capogruppo Pd Alfredo Bazoli – “mentre il principio della pubblicità del processo è sacrosanto in uno stato liberale”. Forza Italia esulta: “Scriviamo, così, una volta per tutte, la parola fine sulla pratica barbara di sbattere in prima pagina nomi di persone che non c’entrano niente con le indagini – dice il capogruppo Maurizio Gasparri – e che, per caso o sfortuna, finiscono coinvolte e travolte dalla macchina del fango”. Per la presidente della commissione Giulia Bongiorno, che nell’ultimo anno ha promosso una ampia istruttoria sul tema delle intercettazioni, “chi parla di black out informativi no ha letto il testo. Ci sono soprattutto delle norme volte a tutelare terzi soggetti che nulla hanno a che vedere con le indagini”.
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