Meloni scrive a Londra per Indi Gregory: “Trasferitela in Italia in base alla Convenzione dell’Aia”

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"Patto per la terza età. DDL sulla Giustizia. Progetto Stazioni sicure. Incontri in Algeria e Libia per fare dell’Italia l’hub energetico d’Europa. Contrasto all’immigrazione irregolare. Aggiornamento sul lavoro del Governo. #gliappuntidiGiorgia" così un tweet della premier Giorgia Meloni, 29 gennaio 2023. TWITTER GIORGIA MELONI +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ NPK +++
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L’Appello dei genitori di Indi Gregory per impedire il distacco delle macchine che la tengono in vita è stato rifiutato. Lo hanno deciso i giudici inglesi al termine dell’udienza di oggi. Il termine per il distacco dei supporti vitali è fissato a lunedì. La notizia arriva da Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus, e dall’avvocato Simone Pillon, che stanno seguendo gli sviluppi del lato italiano della vicenda in contatto con i legali inglesi e la famiglia della piccola.

Nel frattempo si muove direttamente Giorgia Meloni. Il governo italiano si è appellato alla Gran Bretagna per il trasferimento di Indi Gregory in Italia in nome della Convenzione dell’Aia del 1996. La premier ha scritto una lettera al Lord cancelliere e segretario di Stato per la Giustizia del Regno Unito “al fine di sensibilizzare le autorità giudiziarie” inglesi per rendere possibile alla bimba “accedere al protocollo sanitario di un ospedale pediatrico italiano”. La lettera mira a sbloccare la situazione “in tempo utile perché Indi possa accedere a questa possibilità nello spirito di collaborazione che da sempre contraddistingue i due Paesi”. Nella sua lettera, Meloni fa riferimento all’articolo 32 della Convenzione dell’Aia sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l’esecuzione e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione dei minori. “Su richiesta motivata dell’Autorità centrale o di un’altra autorità competente di uno Stato contraente col quale il minore abbia uno stretto legame – si legge nella disposizione -, l’Autorità centrale dello Stato contraente in cui il minore ha la sua residenza abituale e in cui si trova può, o direttamente o tramite autorità pubbliche o altri enti: a) fornire un rapporto sulla situazione del minore; b) chiedere all’autorità competente del suo Stato di esaminare l’opportunità di adottare misure volte alla protezione della persona o dei beni del minore”.

L’ospedale in cui Indi Gregory è ricoverata, il Queen’s Medical Center di Nottingham, “ha proposto ai genitori, nell’esercizio della potestà genitoriale, un piano di cure che prevede, in particolare, la sospensione compassionevole del supporto di terapia intensiva entro un periodo di sette giorni” ma “i suoi genitori non erano d’accordo su questo piano di trattamento e lo presero in considerazione proposta da un altro ospedale, l’Ospedale Bambino Gesù di Roma, eccellenza mondiale nell’assistenza pediatrica, per essere più adeguata al miglior interesse del bambino” scrive Meloni ad Alex Chalk nella lettera di cui Lapresse ha preso visione. Il protocollo dell’Ospedale Bambino Gesù “prevede l’applicazione di uno stent all’efflusso del ventricolo destro per la gestione della condizione cardiologica e trattamenti sperimentali per l’aciduria idrossiglutarica D2,L2 (terapia con fenilbutirrato, terapia con citrato e dieta chetogenica)”. L’ospedale “ha assicurato che alla bambina sarà garantita la completa assenza di dolore e la fornitura di sistemi di ventilazione che ridurrà al minimo indispensabile ogni disagio”. Inoltre, prosegue Meloni, “a differenza del protocollo proposto dall’ospedale di Nottingham – prosegue Meloni – quello del Bambino Gesù non è irreversibile, ma modificabile in base alle migliori esigenze del bambino”.

Di Indi Gregory aveva parlato nel pomeriggio anche il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano: “Ha una grave malattia, certo, ma che merita di essere curata non stroncata staccando le macchine. Non so chi ha parlato di accanimento terapeutico quali dati avesse per fare una valutazione di questo tipo – ha sottolineato -. La nostra valutazione è che ogni vita umana, soprattutto quella con maggiori condizioni di disagio, deve essere messa al centro dell’attenzione di tutti. Se non vale la pena fare queste battaglie, per cosa vale la pena impegnarsi? Tutti hanno visto il video della piccola Indi che stringe il dito della persona che ha davanti”.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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