L’atto transattivo è stato sancito. Con la determina numero 66 dell’area urbanistica, il Comune di Marano si è impegnato a corrispondere ad Antonio e Guido Cavallo la somma di euro 284 mila e 500 euro, da pagare in tre (“comode”) rate annuali da oltre 94 mila euro, a titolo di indennità di occupazione della struttura denominata ufficio del Giudice di Pace, sorto su un terreno dei Cavallo nel lontano 2007-2008 senza che l’ente avesse preventivamente formalizzato gli atti di esproprio. Dopo una lunga querelle giudiziaria, il Comune – che per quel bene è stato destinatario di un finanziamento pari a 1 milione di euro (fondi da utilizzare per la realizzazione di un centro per l’impiego) – si accorda con i privati, ormai divenuti titolari di due terzi dell’immobile.
Il Comune non ha mai impugnato la prima sentenza del tribunale, quella del 2018, divenuta ormai definitiva, e quindi deve corrispondere il dovuto per l’indennità di occupazione dal 2018 al 2021 (142 mila euro), mentre per i restanti anni (giudizio ancora pendente) l’ente preferisce accordarsi preventivamente.
Riepilogando: immobile comunale perso per due terzi, con tanto di finanziamento regionale che doveva servire per ben altro; sentenza in sede civile mai appellata dal Comune e ora accordo che farà entrare nelle tasche dei privati 284 mila e passa euro in tre rate annuali.
Nonostante ciò, il Comune non ha ancora individuato una soluzione alternativa. Il Comune di Marano continua a spendere soldi (per qualcuno a buttarli) per una struttura giudiziaria che serve sette territori. Chiuso l’accordo per anni 2018-2023, il Comune di Marano e quelli di Mugnano, Calvizzano, Qualiano, Giugliano, Melito e Villaricca, dovranno sborsare ai privati anche un canone mensile. Un assurdità per enti in dissesto finanziario come Marano, Villaricca e Melito.
E il sindaco Morra è d’accordo? Va bene così? E la Corte dei conti accerterà mai le responsabilità?
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