MARANO, IL MERCATO PANNINO NEL MERCATO ORTOFRUTTICOLO? SEMBRA LA STORIA DELLA VENDITA DELLA FONTANA DI TREVI, ECCO COSA C’E’ DA SAPERE

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E’ di ieri l’annuncio ufficiale dei commissari al governo della città: il mercato ortofrutticolo, chiuso da quattro anni per motivi legati alla sicurezza dei luoghi di lavoro, sarà la nuova sede del mercato pannino, per anni ubicato (in condizioni di semi illegalità) in via Padreterno.

La città si è già divisa: protestano gli ex concessionari del mercato ortofrutticolo, alcuni dei quali avevano partecipato e vinto un bando emanato tre anni fa; protesta chi avrebbe voluto che l’area diventasse un parco giochi e un centro attrezzato, magari integrato alla villa del Ciaurro. Protesta chi ritiene che prima di fare un’operazione del genere si debba allestire un apposito parcheggio. Ma c’è anche chi plaude all’iniziativa dei commissari, di cui già si vociferava da tantissimi mesi.

Proteste a parte, la vicenda – come sempre – è molto più complessa e articolata. Ci sono due o tre cose che i cittadini di Marano non conoscono, in primis le forze politiche spesso ignoranti del territorio e forse anche coloro che partoriscono certe idee nelle stanze che contano.

  1. Punto 1: gran parte degli ex concessionari del mercato sono stati raggiunti da interdittiva antimafia, quindi in quel mercato non potranno – salvo nuovi provvedimenti giudiziari – mai operare anche se sono vincitori di un bando pubblico.
  2. Punto 2: C’è un contenzioso in atto tra un privato cittadino e l’ente comunale e il giudizio non si è ancora concluso. Il privato vanta diritti su una particella del mercato, il cui suolo era di proprietà della famiglia Chianese. Il soggetto in questione avrebbe già ottenuto una prima vittoria in sede di giustizia civile contro i germani un tempo proprietari del vasto terreno. Il Comune, che ne è venuto a conoscenza dopo, ha impugnato il provvedimento.
  3. Punto 3: allo stato, secondo quanto riferito da addetti ai lavori ed esperti della vicenda, il Comune di Marano non avrebbe ancora un titolo che certifichi di essere proprietario del suolo. Secondo molti, dalle carte risulterebbe che i proprietari siano ancora i germani Chianese.
  4. Punto 4. Come è possibile tutto ciò? Lo abbiamo spiegato due anni fa: all’epoca, 60-70 anni, le procedure di trasferimento o cessioni dei suoli non venivano mai trascritte negli appositi registri catastali. Quindi è verosimile che il Comune, almeno ufficialmente, non sia proprietario del fondo in questione.
  5. Punto 5. Ma c’è ben altro: pare, da quanto si apprende, che i vecchi titolari dell’area siano finanche in trattativa con alcuni privati interessati a realizzare attività commerciali e di altra natura nella vecchia area mercatale? Se così fosse, ci troveremmo di fatto in cul de sac. Come per il Galeota, dove si attende ancora lo sgombero delle famiglie (e chissà se mai accadrà) e per il Pip, ancora segnato da illegalità di vario genere.

Morale della favola? I commissari hanno annunciato la riapertura del mercato pannino. Hanno annunciato che il via libera avverrà al termine di un regolare bando per l’individuazione degli assegnatari e dei necessari lavori di messa in sicurezza. Ma a noi sorge un dubbio e ci viene in soccorso un celebre film di Totò e Nino Taranto. Non è che qualcuno si stia vendendo la Fontana di Trevi? Speriamo che qualcuno sappia dare risposte alle nostre perplessità.

 

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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