Il prefetto Mario Morcone, assessore regionale alla Legalità, ieri in visita agli uffici Sime di Marano, accompagnato dai commissari straordinari alla guida del Comune e dal comandante della polizia municipale Luigi Maiello, ha chiesto lumi sulle procedure burocratiche avviate dall’ente finalizzate all’affidamento delle tantissime strutture abitative e terreni sottratti ai clan: 310 beni in totale, di cui 139 consegnati in un solo colpo nei giorni scorsi dall’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie. “Non mancano le difficoltà, ma la triade al governo della città sta cercando di imprimere un cambio di passo sul fronte della gestione dell’enorme patrimonio a disposizione del Comune – ha sottolineato il prefetto Morcone – L’ente cittadino sta lavorando per far sì che gli uffici della Sime costruzioni si trasformino in edifici pubblici. C’è già un progetto in itinere per la realizzazione di una scuola per i ragazzi della periferia di Marano. Un progetto altamente simbolico, sia perché investe un edificio sottratto ai clan sia perché si tratta, nello specifico, anche di immobili nati senza alcuna concessione edilizia”.
Il Comune, in dissesto finanziario e con un organico ridotto all’osso, sta lavorando anche su un altro versante: assegnare gran parte dei beni appena consegnati (la palazzine di via Casalanno e il complesso residenziale di via Casa Criscio in particolare) agli indigenti della città e alle famiglie sottoposte alle procedure di sfratto. Il municipio tenterà la strada del bando pubblico per individuare gli assegnatari, così come accaduto in passato per altri immobili situati sul territorio comunale. Il prefetto Morcone, nel corso della sua visita, si è soffermato anche su altri aspetti: “Bisogna revocare quanto prima le concessioni alle cooperative o associazioni che hanno ottenuto in gestione i beni ma che non li utilizzano per le finalità sociali previste dalla legge”. A Marano ci sono due beni, affidati da anni mediante avvisi pubblici, ma mai utilizzati. Nello specifico, si tratta di due splendide ville di via Marano-Quarto, assegnate rispettivamente alla associazione Aggregarci (nel lontano 2012) e alla cooperativa Samira, poco più di un anno fa. L’assessore Morcone ha infine aggiunto: “Non è vero che non ci sono fondi per la demolizione degli edifici simbolo della camorra: la Regione e il governo hanno stanziato molte risorse in tal senso. Ora tocca ai Comuni fare la propria parte. C’è ancora tanto da fare, certo, ma ci sono anche tanti esempi di gestione virtuosa dei beni in provincia di Napoli e non solo”. Sull’incredibile vicenda del ritrovamento, dopo oltre dieci anni, dei documenti che attestavano la confisca della Sime, Morcone è netto: “Qualcuno deve pagare per questa vicenda oscura e triste”.
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