Crisi di governo, Conte tira dritto ma i big non vogliono mollare l’osso. Lega e Forza Italia: Andare oltre il 5 Stelle

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La crisi di governo ha già le sue prime tappe segnate, non il premier Mario Draghi che farà le sue comunicazioni al Parlamento mercoledì, dopo che il capo dello Stato ha respinto le sue dimissioni. Ebbene, i ministri del Movimento 5 Stelle potrebbero dimettersi prima di quella data. È l’ipotesi emersa nel corso di una riunione notturna tra Giuseppe Conte e lo Stato maggiore del Movimento, alla quale hanno preso parte – secondo quanto viene riferito – una quarantina di persone. Lo stato maggiore grillino è ormai riunito in modo quasi permanente da tre giorni. Conte è barricato nella sede di via Campo Marzio impegnato in colloqui frenetici con gli stessi ministri e i capigruppo.

Tra gli “schemi” di cui si è ragionato nella riunione anche quello che prevede di togliere la fiducia a prescindere, anche se Draghi – ipotesi tutta da vedere – dovesse decidere di restare. Nel vertice che riprende oggi non sono mancate frizioni e momenti di grande tensione, riporta Adnkronos. Conte ha detto che il voto dei 5 Stelle al dl aiuti non ci sarebbe stato in opposizione all’inceneritore a Roma ma il sostegno sarebbe rimasto con le risposte opportune da parte di Draghi al documento in nove punti targato M5S. Ma il vento in casa 5 Stelle sta cambiando, perché – è la convinzione che sta maturando soprattutto nei fedelissimi di Conte – il popolo grillino non capirebbe un doppio passo sulla fiducia, ovvero prima il no da duri e puri e poi il sì. Dunque no a un eventuale voto di verifica della maggioranza, magari preannunciando lo stop con un segnale forte, ovvero sfilandosi.

  • Lega-Fi: “Ascolteremo Draghi, ma non temiamo le elezioni”

    “Ascolteremo con rispetto e attenzione le considerazioni del presidente Mario Draghi, che ha reagito con comprensibile fermezza di fronte a irresponsabilità, ritardi e voti contrari. Il centrodestra di governo continuerà a difendere gli interessi degli italiani con serietà e coerenza, non avendo certamente timore del giudizio degli italiani”. È quanto si legge in una nota congiunta della Lega e di Forza Italia diffusa al termine di una telefonata tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

  • 13:47

    Fonti M5s: “Conte non ha chiesto le dimissioni dei ministri”

    Si smentisce che il Presidente Conte abbia chiesto le dimissioni dei ministri”. E’ quanto fanno sapere fonti M5s rispetto ad alcune ricostruzioni apparse sugli organi di stampa.

  • 13:38

    Fonti M5s: il ministro D’Incà contrario al ritiro dei ministri

    Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, a quanto si apprende, nelle riunioni delle ultime ore con Giuseppe Conte e i vertici del M5s ha esplicitato il proprio dissenso verso la linea dura emersa nel partito. D’Incà avrebbe chiarito di non condividere la posizione di chi nel Movimento vorrebbe il ritiro dei ministri e, quindi, il tramonto definitivo anche dell’ipotesi di un nuovo sostegno al premier Mario Draghi. Un dissenso, avrebbe spiegato, dovuto alla preoccupazione per il Paese, per le sorti del Pnrr e per le conseguenze europee. Il ministro già nell’assemblea congiunta di deputati e senatori M5s di mercoledì sera si era detto contrario alla scelta di non partecipare al voto di fiducia ieri al Senato sul dl aiuti.

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