L’angolo della cultura. Patria, il lago di Scipione l’Africano

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Patria, il lago di Scipione l’Africano. Il nome è legato alla città romana su cui si affacciava e alle vicende del suo ospite più illustre, Scipione l’Africano. Il Lago da Liternum si trasformò in Patria, quando nelle distruzioni del quinto secolo del vandalo Genserico, si salvò solo la parola Patria, dalla lapide posta sulla tomba del grande condottiero romano “INGRATA PATRIA NEC OSSA QUIDEM MEA HABES”.

In epoca romana i confini del lago si confondevano con gli stagni fluviali del fiume affluente Literno, detto in seguito Clanio, tanto che il lago non risulta illustrato nella Tabula Peuntegeriana (1), a differenza dei laghi Acerentus e Avernus, seppur di dimensioni
minori. La natura del lago è lagunare costiero, lungo circa 2 km, con la foce che affianca la costa per ulteriori km 1,5. La forma divenne sempre più statica con la perdita degli affluenti del fiume Clanio. Utilizzato dai milites della Massa patriense del Ducato di Napoli divenne confine longobardo intorno all’anno mille (2). L’alleanza dei normanni di Aversa con il Principato di Capua portò all’acquisizione completa del lago e ad una successiva suddivisione delle rendite della pesca, tra le due chiese. Oltre ai cefali si rinvenivano spigole e sul fondale si pescavano gustosi capitoni.

Nel 1311 vi fu la cessione completa del lago alla Mensa Vescovile di Aversa, lasciando un
beneficio a favore al Monastero benedettino di San Lorenzo, dipendente dall’Arcivescovato di Capua (3). A quest’ultima continuava a spettare il canale Vena, collegamento del lago con il fiume Clanio. Il pericolo che i pesci potessero transitare verso quella direzione, diedero inizio ad una serie di interventi di protezione, da parte della Mensa Vescovile di Aversa, non sempre privi di conseguenze ambientali (4). Per continuità territoriale con Giugliano, diocesi di Aversa, ad essa spettavano le giurisdizioni penali, esercitate dalla locale corte di giustizia feudale (5). La forma antica risultava più affusolata, sebbene non molto diversa da quella attuale, dalle sembianze di un cuore. La foce segna il confine marittimo tra Giugliano, provincia di Napoli, e Castelvolturno,
provincia di Caserta. L’ultima modifica del 1987 ha portato ad una riduzione della spiaggia sul versante giuglianese (6).

NOTE
(1) Strada militare del 350 d.C., riprodotta in copia nel XIII secolo.
(2) Charta anno 1011: Piscaria , locus ad piscandum paratia. licentiam et potestem habeatis vota et posteri vestri suprascripti venerabilis et santi monasteri, ponere et habere una Paratura ad piscandum, cum duas lontras in medietate nostra parte militia de lacu patriens.
(3) Raccolta rassegna storica dei comuni, anno 2007.
(4) I Regi lagni e la bonifica della Campania felix durante il Viceregno spagnolo, Giuseppe
Fiengo.
(5) Memorie Istoriche della Terra di Giugliano, agostino Basile.
(6) Documenti del Convegno: “Evoluzione olocenica del Lago di Patria, Campania: un esempio Mediterraneo di laguna costiera associato a un sistema deltizio”.

Arturo D’Alterio

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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