MARANO, IL REPORTAGE. VIA LE ASSOCIAZIONI DA PALAZZO MEROLLA, SIMBOLO DI DEGRADO E SPRECO DI DENARO PUBBLICO. QUALCUNO SALVERA’ ALMENO I REPERTI ARCHEOLOGI?

0
1.175 Visite

CON LA DIFFIDA DEL COMUNE DI MARANO AL RILASCIO DEI LOCALI DI PALAZZO MEROLLA, RISALENTE DEL 13 APRILE 2022, INVIATA ALLE ASSOCIAZIONI CHE OCCUPAVANO I LOCALI, NON SVOLGENDO AD OGNI MODO ATTIVITA’ PER LE CONDIZIONI DI DEGRADO DEL PALAZZO, SI CHIUDE DI FATTO IL PRIMO, LUNGO CAPITOLO DELLA STORIA ALQUANTO TURBOLENTA DI PALAZZO MEROLLA.

LA DIFFIDA RECITA: “L AGIBILITA’ DELLO STABILE E PIU’ SPECIFICATAMENTE LA POSSIBILITA’ D’USO E’ INFICIATA DALLA PRESENZA DI AVANZATI FENOMENI DI DEGRADO DEGLI INTONACI ,DEGLI SCARICHI PLUVIALI, DALLA MANCATA MANUTENZIONE DEI GIARDINI CHE FAVORISCONO LA PRESENZA DI RODITORI ED INFESTANTI DI VARIA NATURA’’………..

E ANCORA: “TENUTO CONTO CHE PER LA MESSA IN SICUREZZA DELLO STABILE NECESSITA SGOMBERARE I LOCALI INTERESSATI DAI FENOMENI DI DEGRADO, IN ATTESA DI ESEGUIRE I LAVORI DI RIPARAZIONE ED UNA IDONEA MANUTENZIONE DEI GIARDINI NECESSARI PER IL RIPRISTINO DELLE CONDIZIONI DI SICUREZZA SIA PER LA SALVAGUARDIA DELLA PUBBLICA INCOLUMITA’ CHE PER LA PUBBLICA IGIENE”.

Due delle tre associazioni hanno già provveduto alla consegna dei locali, ma all’interno del Palazzo rimane ancora l’archivio dell’ufficio tecnico comunale ubicato in quella che doveva essere la sala dell Esposizioni. E’ avvolto nella polvere e, dove manca una finestra, sostituita con una semplice tavola.

Il vecchio adagio recita: “storta va, diritta ven’”, ma non vale per Palazzo Merolla dove tutto è andato storto! Acquistato all’inizio degli anni Duemila dalla giunta Bertini da una società, la Tiziana Costruzioni, rivelatasi essere di proprietà di Antonio Simeoli, da anni detenuto per associazione mafiosa, fu oggetto di restyling eseguito negli anni successivi dalla Mastrominico di San Cipriano d Aversa (azienda poi confiscata dallo Stato). I lavori terminarono nel 2008, con la consegna alla città di un’opera che doveva essere uno dei fiori all’occhiello del territorio. Costo totale di entrambe le operazioni, ovvero acquisto e ristrutturazione, superiore ai 6-7 milioni di euro. Il caso è finito anche al centro di un’inchiesta giudiziaria che vede attualmente coinvolto l’ex sindaco Bertini.

In questi ultimi 14 anni il Palazzo è stato utilizzato per il cinema all’aperto, per la celebrazione di qualche di matrimonio civile nella splendida cornice del giardino pensile, per un paio di annualità è entrata in funzione la ludoteca ed è stato sede di un centro antiviolenza. E’ stato sede dell’ufficio tecnico comunale e, per circa 4 mesi, nell’anno 2016, del banco alimentare comunale poi abbandonato. Per anni la vigilanza è stata garantita da un custode, naturalmente abusivo. Dagli anni 2017/18 solo sede delle tre associazioni: Le Porte di Frida Sportello antiviolenza, Associazione Zefiro, che gestiva la Stanza del Riuso, e A.N.T.A.

Utilizzato pochissimo dal Comune, ma costato tantissimo, ancora oggi sono previsti altri finanziamenti (più di un milione di euro) per trasformare il Palazzo in un museo multimediale o altro.

Ci chiediamo come sia mai possibile assegnare altri fondi per la ristrutturazione di una struttura eseguita non meno di 13 anni fa? Un Palazzo in dichiarato stato di degrado, dovuto secondo alcuni anche all’utilizzo di materiali non idonei. Chi sono responsabili? Chi doveva controllare? E le Belle Arti che hanno vincolato il Palazzo che fine hanno fatto? E la Regione Campania? La Corte dei Conti? Chi doveva provvedere all’ordinaria manutenzione? E chi pagherà per tutto questo? Al momento solo i cittadini maranesi, ovvero i ragazzi che chiedevano di studiare in una biblioteca che non ha mai aperto, tutti coloro che avrebbero potuto avere in palazzo Merolla un luogo d incontro (era previsto anche un piccolo bar almeno da come si deduce dagli arredi da bar ancora nel cellophane presenti nei locali dell archivio).

Palazzo Merolla è una delle tante, troppe storie italiane di speco di denaro pubblico alle quali non ci abitueremo mai. Ci auguriamo almeno prima che sia troppo tardi che vengano salvate dal degrado e dall’incuria i reperti archeologici presenti nel cortile: due aree funerarie e una colonna antichissima. E che l’altro palazzo storico, Palazzo Battagliese, non faccia la stessa fine anche se i presupposti non lasciano ben sperare. Qualche giorno fa, nel giardino, c’era chi giocava con un pallone. Naturalmente il Comune è silente su tutta la linea.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti

ads03