Mafia, colpo alla cosca di San Giuseppe Jato. Indagato anche l’ex capo dei vigili urbani

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Dieci misure cautelari per mafia – 8 in carcere, una ai domiciliari e una di sospensione dali servizio – a San Giuseppe Jato e a San Cipirello in provincia di Palermo eseguite dai carabinieri. Sono tutti accusati di associazione mafiosa, estorsione, cessione di sostanze stupefacenti e accesso abusivo al sistema informatico. Secondo gli investigatori, sei degli arrestati farebbero parte della famiglia mafiosa di San Giuseppe Jato. Le indagini, che hanno preso il via nel 2017 e sono state coordinate dal procuratore aggiunto della Dda Salvatore De Luca, sono iniziate all’indomani degli arresti di Ignazio Bruno, capo del mandamento mafioso di San Giuseppe Jato e del suo autista e consigliere Vincenzo Simonetti. I due, mentre si trovavano in carcere, avrebbero mantenuto contatti con gli altri indagati, oggi destinatari del provvedimento cautelare, che avrebbero retto le fila della famiglia mafiosa in loro assenza.

C’è anche l’ex comandante della polizia municipale di San Giuseppe Jato, oggi in pensione, tra gli indagati nell’operazione che ha colpito il mandamento mafioso di San Giuseppe Jato. All’ex capo dei vigili urbani è stato contestato di essersi introdotto abusivamente nel sistema informativo dell’Aci per verificare l’intestatario della targa di un veicolo da cui erano stati scaricati illegalmente rifiuti edili in un’area controllata dalle telecamere comunali. Il pubblico ufficiale avrebbe riferito il nome del proprietario della macchina al capo della cosca, Giuseppe Antonio Bommarito, perché ripulisse la zona ed evitasse le sanzioni. (fonte Ansa).

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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