Comune di Marano sciolto per camorra, le ombre sul prefetto Basilicata. Anni fa era definita una “cosentiniana di ferro”

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Diamogli tempo prima di giudicare, ma le premesse non sembrano essere delle migliori. A Marano, come riportato ieri dal nostro portale, si insedierà presto (assieme ad un questore e un funzionario ministeriale), il prefetto Gerardina Basilicata, con esperienze in passato nei comuni del Casertano, di Scafati, Savona e Pescara.

Il nome della Basilicata è molto noto negli ambienti prefettizi e della politica campana. La Basilicata è stata al centro di diverse vicende richiamate anche dagli organi di stampa. Il caso più eclatante è stato quello della Eco4 (la società ritenuta vicina all’ex parlamentare Nicola Cosentino). Nel 2007 la Procura di Napoli riferiva delle ingerenze mafiose a carico di questa società, ma la prefettura di Caserta non comunicava tali dati ai comuni in cui la società operava per il servizio di raccolta rifiuti. Salvatore Carli, un funzionario dell’ufficio antimafia della prefettura di Napoli, l’uomo inviato a Marano per produrre la relazione che ha portato allo scioglimento del Comune, l’uomo che istruito centinaia di interdittive antimafia, è chiamato dalla Procura come teste dalla Dda che indaga su Cosentino e sui rapporti con Eco4. Ed è proprio Carli a far emergere, in tribunale, molte anomalie, difetti di istruttoria che hanno consentito, nonostante le informative a suo carico, alla società di operare indisturbata per sei anni in alcuni comuni. Carli riferisce del nulla osta firmato dall’ex prefetto Stasi, poi divenuta parlamentare in quota Pdl e Cosentino, e riferisce anche delle annotazioni di Gerardina Basilicata, il neo prefetto di Marano, citate dal funzionario già nel 2010 quando era in forza alla prefettura di Napoli. La Basilicata in quel periodo era la diretta superiore di Carli. Il funzionario della prefettura, insomma, lavora alla vicenda della Eco4, istruisce la pratica, trova i riscontri per interdire la società, ma viene allontanato per due anni dall’ufficio antimafia dove aveva a lungo prestato servizio e dove ancora oggi, dopo il rientro in ufficio, è un importante punto di riferimento.

Polemiche sulla Basilicata ce ne sono state, parecchie, anche quando ha guidato il comune di Scafati. E’ stata definita da qualcuno una cosentiniana di ferro, ma noi la giudicheremo sul campo, come abbiamo fatto in tutti questi anni con tutti i sindaci e commissari prefettizi. Nel 2016, quando fu sciolto il Comune, sempre per ingerenze della malavita organizzata, arrivò in città il prefetto Reppucci, già reduce da uno scandalo in quel di Perugia. Tempo un anno e fu mandato via. Speriamo bene. Speriamo che si abbia voglia di lavorare seriamente sul Comune di Marano. Sappia la Basilicata che l’ambiente è ostico, i mezzi scarsissimi, le risorse poche, che occorre lavorare su Puc, fondi Pics (milioni di euro), Pip, mercati e sul rinnovamento degli uffici dell’ente. Chi non se la sente, lo dica subito.

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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