La telefonata (immaginaria) a Maradona: Ciro Ferrara parla con l’amico scomparso e gli racconta il dolore di un popolo

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Una lettera aperta, una immaginaria telefonata con l’amico Maradona. E’ Ciro Ferrara a scrivere al Corriere della Sera, facendosi portavoce della gente che ha amato il fuoriclasse argentino, raccontando tutte le lacrime e tutto l’amore che il popolo gli ha dedicato in questi giorni, bacchettando chi lo ha criticato e ricordardone quanto sia stato unico e irripetibile. Questi i passaggi principali dell’articolo dell’ex difensore di Napoli e Juve al Corriere della sera:

«Pronto? Ma sei proprio tu? Davvero? Speravo in questa tua chiamata. Ero in attesa, come se me lo sentissi. Ma…nulla. Invece, stamattina mi hai preso in contropiede eh… chi meglio di te lo sa fare? Sono successe tante cose in pochi giorni. Si, immaginavo che ti avrebbe commosso sapere che le strade di Napoli si sono riempite di gente dallo sguardo triste, di tutte le età, uomini, donne, ragazzini… La luce di un’intera città si è velata, tutto è diventato doloroso e scuro. Ci è mancato improvvisamente il sangue caldo nelle vene. Non eravamo pronti. No, non lo eravamo.

Come dici? Vuoi sapere come abbiano reagito nelle altre parti del mondo? Eh, ma come faccio a raccontarti tutto? Ovunque ti hanno commemorato. Perfino Papa Francesco ti ha dedicato un tweet. Lo avresti detto? Anche gli atleti di altri sport hanno espresso il sentimento di altissima ammirazione per il tuo incredibile talento: gli All Blacks si sono scatenati in una danza Haka di addio, muscolare e potentissima, commovente come solo un grido istintivo di dolore può essere. È stato pazzesco, una roba mai vista. Ma a me non pare affatto inspiegabile: Adesso che sento la tua voce, sono attraversato da una bella vibrazione di conforto, nutriente. Mi mancava la tua voce, sai?

Tu si’ ‘na cosa grande, Diego. Che diavolo hai scatenato? Che hai combinato su questa Terra? Ti hanno paragonato ad un dio umano, ma qualcuno ha storto il naso di fronte ad una celebrazione tanto osannante. E come glielo spieghiamo a questi?

Hai commesso troppi errori — dicono i padri del moralismo — e non ti perdonano. Eppure tu lo hai sempre detto, no? Non ti è mai interessato piacere a tutti, figuriamoci diventare modello di perfezione a cui tendere. Però c’è chi davvero si danna perché non venga riconosciuto il tuo valore più grande: essere così come sei, un antieroe dai sentimenti nobili e puri, che tutti conquista. Sei stato condannato dalla tua stessa grandiosità ad una sovraesposizione micidiale, con un faro indagatore puntato sulla tua umanità fragile e fallace. Lo so, questo non è giusto. Ma non badarci, i sentimenti a caldo sono spesso scomposti e turbolenti. Ti basti sapere che c‘è sempre chi rema controcorrente per il solo gusto di farlo, è una miserabile scorciatoia, per ottenere la visibilità che difficilmente avrebbe.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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