Nel corso del fine settimana cambierà poco o nulla se non per le regioni più occidentali, laddove le correnti orientali nei bassi strati addosseranno qualche nube a tratti compatta che potrà associarsi a deboli fenomeni, un po’ più consistenti nelle pedemontane alpine occidentali, in concomitanza di blande infiltrazioni instabili provenienti da sudovest.
Per qualche novità dovremo probabilmente attendere a lungo, almeno per qualcosa di radicale. Quello che potrà arrivare nel breve saranno per lo più delle briciole, perché i segnali che ci giungono dalle alte latitudini non sono interessanti. Difatti avrà luogo la classica accelerazione stagionale del Vortice Polare, che secondo le proiezioni dei più autorevoli centri di previsione potrebbe raggiungere un’intensità elevata tra fine novembre ed inizio dicembre, in parole povere non ci sarà spazio per importanti sconquassi sul piano barico europeo tali da scatenare le colate gelide verso Sud.
Non mancheranno comunque possibili parentesi più dinamiche che indeboliranno di tanto in tanto le strutture anticicloniche presenti sull’Europa centro meridionale. In poche occasioni si potranno anche avere elevazioni delle aree altopressorie verso i settori settentrionali del continente, le quali predisporranno il Mediterraneo alle infiltrazioni instabili artico-continentali da una parte ed atlantiche all’altra.
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