L’Autorità Nazionale Anticorruzione e il Testo unico sugli enti locali sono alquanto chiari sulle questioni attinenti ai conflitti di interesse dei pubblici amministratori.
A Marano, come evidenziato dal nostro giornale, si profila un caso di potenziale conflitto di interesse per l’assessore in pectore Davide Di Luccio, a cui potrebbe essere assegnata la delega ai beni confiscati. Di Luccio, in qualità di ex presidente dell’associazione Aggregarci, ha gestito per anni un bene confiscato (via Marano-Quarto) assegnatogli dal Comune nel lontano 2013. Un bene tra l’altro mai realmente utilizzato dalla suddetta associazione.
Nonostante non sia più formalmente presidente di tale associazione, Di Luccio ha ancora rapporti strettissimi, di amicizia e vicinanza, con altri esponenti di Aggregarci ed è stato interessato alle questioni della villa fino a poco tempo fa, tanto da aver più volte compulsato il Comune per la vicenda della fornitura idrica assente nel bene di cui sopra.
L’Anac e il Tuel, in via generale, in riferimento ai potenziali conflitti di interesse, osservano quanto segue:
“In via generale (Tuel, ndr) si ricorda che la giurisprudenza ha più volte affermato che la norma sul conflitto di interesse è espressione di un obbligo generale di astensione dei membri di collegi amministrativi che vengano a trovarsi in posizione di conflitto in quanto portatori di interessi personali, diretti o indiretti, in contrasto potenziale con quello pubblico”.
“La regola dell’astensione del componente dalle deliberazioni assunte dall’organo collegiale – rileva l’Anac – di cui si fa parte, deve trovare applicazione in tutti i casi in cui egli, per ragioni di ordine obiettivo, non si trovi in posizioni di assoluta serenità rispetto alle decisioni da adottare di natura discrezionale; in tal senso, il concetto di «interesse» comprende ogni situazione di conflitto o di contrasto di situazioni personali, comportante una tensione della volontà, verso una qualsiasi utilità che si possa ricavare dal contribuire all’adozione di una delibera. Tale regola costituisce applicazione del principio, di livello costituzionale, di imparzialità e buon andamento che deve contrassegnare l’azione dei pubblici poteri”.
Negli esempi da noi citati (ma ce ne sono tanti altri da poter produrre) si fa riferimento alla necessità di astenersi dall’adottare delibere potenzialmente viziate da conflitto di interesse. Un assessore, nel caso di specie Di Luccio, con eventuale delega ai beni confiscati, con quale serenità potrebbe proporre iniziative o partecipare a riunione collegiali tese ad adottare provvedimenti su un tema che lo ha visto per anni direttamente coinvolto e che lo vede oggi, seppur per via indiretta o non formale, ancora coinvolto?


























