
Gentile direttore, le scrivo perché apprezzo il suo lavoro e so che darà spazio a questa mia (e non solo mia) lamentela. Da qualche giorno ho ricevuto i buoni spesa emessi dal Comune. Ieri mio marito è andato in farmacia, una di quelli che li accettava. Mio marito doveva acquistare più cose e, secondo un calcolo fatto sulla base delle esperienze pregresse, avrebbe dovuto spendere al massimo 30 euro. Sono prodotti che acquisto abitualmente e quindi conosco i prezzi. Quando il farmacista ha capito che mio marito avrebbe pagato con i buoni ha avviato una procedura diversa e alla fine gli ha fatto pagare la bellezza di 45 euro. Mio marito non è esperto di prodotti farmaceutici, ha pagato ed è andato via tra l’altro con uno scontrino a cifra intera, senza le specifiche per i singoli prodotti acquistati. Vorrei capire e porgo la domanda: ma non è che qualcuno ci stia speculando su questi famigerati buoni spesa?
Eleonora (Marano)
Cara signora, quello che possiamo dirle, se si dovessero verificare nuove anomalie, di contattare immediatamente le forze dell’ordine (Guardia di Finanza in primis) e far presente al negoziante che solo pochi giorni prima o settimane prima aveva chiesto prezzi ben diversi.
La redazione
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