Egregio Direttore,
Le scrivo in nome e per conto del “dubbio scettico” che, oramai da giorni, attanaglia mente e cuore della nostra martoriata comunità. Da cittadino, in animo garantista, nonché da legale, professionalmente orientato ad accettare verità processuali senza mai confonderle con quelle storiche, troverei censurabile qualsivoglia commento sulla vicenda giudiziaria che, dopo l’ennesimo recente scioglimento comunale per infiltrazioni mafiose, ci ha tristemente resi nuovamente celebri: che sia esso di solidarietà – come quello goffamente perpetrato dal Sindaco – o che sia esso di miserrimo sciacallaggio populistico. Invero, però, un’analisi prettamente politica, in favore di quei tanti concittadini che ancora tengono a cuore le sorti di Marano, andrebbe opportunamente elaborata.
Una presa di posizione – Le ripeto, di stampo squisitamente politico – sarebbe assai gradita da migliaia di cittadini, soprattutto da quelli che si sono recati alle urne, che non vogliono certamente processi mediatici ma che vorrebbero, appunto, veder sciogliere il “dubbio scettico” che li attanaglia.
Di fronte all’incredibile verosimiglianza dell’opera, così sublime da non sembrare neppure vera, Michelangelo, percuotendo il ginocchio di marmo del suo Mosè, avrebbe semplicemente chiesto: “Perché non parli?”.
E’ ben difficile credere che una statua possa profferir parola ma è ancor più arduo ipotizzare che, di fronte alla maestosità di un clamoroso evento cittadino, un politico (un amministratore del “bene comune”…) non abbia nulla da precisare.
“E, quindi, dimmi come parli e ti dirò che politico sei”, mi rivolgo adesso proprio a Voi, attori della scena politica cittadina e apprezzerei una cortese ma celere risposta.
“Perché non parli?”, esponente della Lega che hai fatto del giustizialismo la tua arma di battaglia in campagna elettorale.
“Perché non parli?”, componente del meetup grillino che sostiene l’obbrobrio giuridico del “solo i colpevoli vanno in carcere”.
“Perché non parli?”, resto dell’opposizione che quando dovrebbe realmente mordere si accovaccia docilmente mimetizzandosi come un cane tra le pecore.
In particolare, però, mi rivolgo anche ai miei ex compagni di partito del gruppo consiliare “Liberi e Forti”, di cui ero vicepresidente fino a pochi mesi fa, chiedendo spassionatamente: “Perché non parlate? Perché non solidarizzate con il/i vostro/i leader/s che più volte vengono, mi auguro senza alcun fondamento di verità, citati e accusati? Perché non gridate a squarciagola la Vostra fiducia incondizionata oppure ne prendete le distanze?”. Gradirei, soprattutto da Voi, parole originali e illuminanti, magari anche autonomamente ragionate dalle vostre menti, che non abbiano dunque l’arido sapore di psitaccismo (ovvero la tendenza a ripetere parole o idee di altri al modo del pappagallo, senza alcuna comprensione….).
L’ultimo “Perché non parli?” avrei voluto rivolgerlo a Te, membro della maggioranza, ma sarebbe inutile: solo un miracolo divino lascerebbe ipotizzare che un muto e cieco tetraplegico inizi, dopo un anno e mezzo di malattia, a muoversi e a parlare.
Egregio Direttore, senza ulteriori indugi e inutili giri di parole, proverei a servirmi del Suo portale estendendo i precedenti quesiti a chi vorrà ricevere il monito affinchè il dubbio scettico – ovvero di “sapere che a Marano c’è la camorra” perché chi fa l’amministratore “a Marano deve tenere presente che la camorra c’è” – venga quanto prima sciolto.
E di fronte a quel che dice il dottor Davigo, cioè che “i politici non hanno smesso di rubare ma hanno smesso di vergognarsi”, credo sia davvero giunta la buona occasione per non far più supporre dalla credulità popolare una tacita connivenza ed esternare la ferma e decisa opposizione a qualsivoglia forma di illegalità.
Inutile e controproducente sarebbe invece restar zitti perché, in fin dei conti….“O figlio muto a mamma o ‘ntende”.
Cordialità
Armando Mele
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