Morto lo scrittore Pansa, da uomo di sinistra svelò i crimini dei partigiani

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Giampaolo Pansa è morto a Roma a 84 anni: è stato uno dei più grandi e influenti giornalisti italiani del Secondo Dopoguerra. Nato a Casale Monferrato, in Piemonte, è stato vicedirettore di Repubblica sotto Eugenio Scalfari e condirettore dell’Espresso. Negli anni ’70 è stata una firma storica anche per il Corriere della Sera, per il quale era tornato a scrivere nel novembre 2019 curando la rubrica “Ritorno in Solferino”.

Grande firma di Libero con Vittorio Feltri e poi con Maurizio Belpietro, ha curato per anni la sua famosissima rubrica Bestiario, con cui ha stilato ritratti indiscreti dei grandi protagonisti della politica italiana. Appassionato di storia, ha sviscerato con vari articoli e libri il tema della Resistenza e della guerra civile italiana tra partigiani e fascisti senza pregiudizi o ipocrisie, provocando le ire di quella sinistra in cui lo stesso Pansa, spesso da “eretico”, si riconosceva. Nel novembre 2017 aveva sofferto per la improvvisa morte del figlio Alessandro, importante manager di Finmeccanica e Feltrinelli a cui aveva dedicato una commovente lettera pubblica di addio.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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