Marano, la crisi politica non si sblocca e tra 48 ore c’è il Consiglio comunale. Visconti non può (per accordi già presi altrove) accontentare i rivoltosi. Tutto è nelle loro mani

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Tutto ancora in alto mare. La trattativa tra i ribelli di Visconti e il primo cittadino non si è ancora sbloccata. Tra oggi e domani ci potrebbe essere qualche novità, ma è difficile che in sole 24-36 ore – il lasso di tempo che ci separa da un’importante seduta consiliare – si riesca ad arrivare a un compromesso che possa accontentare tutti.

I fatti (allo stato) sono i seguenti:

  1. I sei rivoltosi della lista Visconti chiedono l’azzeramento della giunta e delle altre cariche, che tradotto in soldoni significa presidenza del consiglio comunale. Al netto dell’azzeramento, archivierebbero la querelle con Visconti se ottenessero due assessorati o un assessorato subito (con l’annuncio da parte del sindaco prima del consiglio comunale in programma dopodomani) e un altro entro la primavera.
  2. Anche il duo composto da Ciro Marzi e Matteo Bruno, con la supervisione di Marcello Scuteri, spera in un assessorato.
  3. Il Pd non si sbilancia ufficialmente, ma rispetto a qualche giorno fa può far valere sul tavolo di eventuali trattative l’ingresso nel gruppo consiliare di un ulteriore consigliere, ovvero Antonio Nastro. Paragliola, che chiedeva un radicale rinnovamento di giunta, oggi non proferisce parola e così anche Di Luccio. Paragliola, che era stato messo in discussione dalla sua stessa maggioranza, oggi si sente protetto perché sa che Visconti non farà un torto a Gianluca Daniele, consigliere regionale e referente dello stesso Paragliola. Non si sbilancia nemmeno Pasquale Coppola, che finora ha fatto buon viso a cattivo gioco (turandosi il naso in diverse occasioni) sostenendo una giunta fallimentare.
  4. Il sindaco ha tentato varie carte: ha cercato in un primo momento di contattare alcuni consiglieri regionali sollecitandoli ad intervenire presso qualche rivoltoso. Poi ha tentato di spaccare il gruppo dei sei chiedendo incontri ad personam a uno dei “ribelli”, con il quale (lui e D’Alterio) è legato da rapporti di amicizia. Due giorni fa ha avuto poi un alterco con una consigliera e minacciato, in caso di mancata risoluzione della trattativa, di esser pronto ad andare a casa. La consigliera lo avrebbe risposto per le rime.
  5. Visconti non vuole cedere sull’azzeramento, ma al massimo modificare due pedine: una dovrebbe sostituire la Trematerra e l’altro uno tra Nobler, Perna e Perrotta. Quest’ultimo, però, è in pratica da ritenersi ad oggi più un assessore di Visconti che un rappresentante del Pd, il partito che gli ha consentito di diventare assessore su sua insistente richiesta.
  6. Tra 48 ore ci sarà un importante consiglio comunale e allo stato il primo cittadino non ha i numeri per garantirsi il via libera per alcuni provvedimenti né tanto meno per difendersi dalle mozioni dell’opposizione. Ciò significa che se i sei dissidenti manterranno la barra dritta, il sindaco – volente o nolente – dovrà cedere e accontentarli. In aula non potrà contare nemmeno sul sostegno di Luigi Carandente, consigliere orfano di un assessore, la Trematerra, e di due ormai ex consiglieri della lista Agorà.
  7. Visconti cercherà di tendere, nelle prossime ore, l’ultima trappola ai malpancisti. Prometterà loro un assessorato a gennaio e uno più avanti, ma senza indicare i tempi e senza fare alcun annuncio in consiglio comunale. Minaccerà, poi, di far saltare il banco e andare a casa, nella speranza di alimentare tensioni e paure tra i dissidenti.
  8. La verità è che, per accordi presi in altri ambiti, in ottica elezioni regionali, non può azzerare l’esecutivo né tanto meno accontentare (in toto) i sei della sua lista, il duo Marzi-Bruno e una parte del Pd che spingerebbe per avere qualcosina in più.
  9. Qualcuno rimarrà deluso o fregato. I sei, il sindaco o Marzi e Bruno. Da qui non si scappa. Ma non saranno certo uno o due modifiche in giunta ad elevare la qualità di questa amministrazione che è segnata (è bene che lo capiscano una volta e per tutte i consiglieri comunali) dall’incapacità politico-amministrativa di Visconti, che ha peraltro ereditato (ma lo sapevamo già da tempo) una situazione disastrosa che non potrà in alcun modo risollevare. Senza dirigenti o quasi, senza un bilancio approvato, con un comune in dissesto finanziario, una qualità media degli assessori molto bassa, con consiglieri alle prime armi e senza idee, progetti e volontà per recuperare fondi (dal condono, dagli evasori dei tributi, dai fondi extra comunali) non potrà fare e non farà un bel nulla.
  10. Lo stallo attuale consiglierebbe ai sei malpancisti di non presentarsi in aula dopodomani, per la prima chiama. Il consiglio salterebbe e le trattative riprenderebbero ad oltranza in vista della seconda convocazione. Sarebbe quello l’unico modo per ammorbidire il primo cittadino e portarlo a più miti consigli.
© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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