Marano, viaggio nel disastro dell’isola ecologica. Niente ingombranti e niente sfalci da potatura. Cittadini costretti a tornare indietro

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Dopo la seduta di consiglio comunale, incentrata sulla questione rifiuti e sulle varie problematiche emerse negli ultimi mesi, alcuni cittadini si sono recati presso l’isola ecologica per verificare lo stato dell’arte. Ecco il loro racconto.

“Dopo qualche minuto dal nostro arrivo, si sono presentati due diligenti cittadini della frazione di Torre Caracciolo per conferire una busta di sfalci da potatura. Gli operatori del consorzio di bacino li fermano all’entrata e gli riferiscono che non è possibile conferire la potatura e non sanno quando lo si potrà fare. I diligenti cittadini perdono la calma e ritengono tutto ciò assurdo, soprattutto dopo il pagamento di una tassa rifiuti così esosa, chiedono a quel punto se poi possono ritornare per conferire l’ingombrante ed anche a questa domanda la risposta è negativa. La rabbia della povera coppia esplode. I due fanno presente che non  è la prima volta che vengono inutilmente e che anche quando hanno chiamato il numero verde della Tekra per sapere se era possibile conferire, alla risposta positiva dell operatrice è seguito un no presso l’isola. A questo, a voce alto, hanno chiesto a cosa servisse l’isola ecologica e che cosa si potesse conferire?

Gli operatori di bacino addetti all’isola ecologica si sono giustificati ricordando che non dipende da loro che loro, pur lavorando ogni giorno, sono pagati ogni due o tre mesi e senza che vengano versati tutti i contributi previsti dalla legge.

La coppia a questo punto torna in auto e, dopo aver promesso di non votare più, si allontana. Ma l’isola ecologica di Marano non è solo il luogo dove viene differenziato poco e dove puntualmente non puoi entrare perché in quel giorno o mese quel rifiuto non è conferibile. L’isola ecologica è luogo dove alla sua entrata trovi divani e sedie abbandonate, un’auto ferma da alcuni giorni. E ti chiedi chi parcheggia auto nell’area tra l’isola
ecologica e un deposito; chi abbandona divani all’entrata?

Non si sa, l’impianto di video sorveglianza costato migliaia  di euro non funziona. E’ il luogo, ancora, dove contro qualsiasi norma sulla sicurezza i cittadini per conferire nei cassoni devono salire su delle scalette o lanciare il rifiuto nei cassoni. Dove i cassoni sono coperti da vecchi teli verdi non a norma mentre quelli a norma del VALORE di 10000 euro non vengono montati perché non c’è accordo tra ditta e comune.

E’ il luogo dove  centinaia di compostiere giacciono all’aperto in stato pietoso e ora solo ora è stato approvato il regolamento per distribuirle, praticamente al termine dell
estate. Ed ora a chi spetta informare i cittadini che le compostiere sono lì che aspettano di essere richieste ed gli operatori di bacino formati per questo aspettano di illustrarne il funzionamento ai cittadini? L’isola ecologica di Marano è sempre più l isola che non c è”.

Marano era uno dei paesi più sviluppati dell’area nord di Napoli negli anni 80 e 90, ora e’ sicuramente il più arretrato. I servizi essenziali sono ormai inesistenti, la città è arrabbiata  e delusa non funziona nulla ed anche la buona volontà di quei cittadini che vogliono differenziare che percorrono chilometri per conferire semplice potatura viene messa a dura
prova.

 

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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