L’opinione. Marano, la vicenda Stanzione e il futuro del centrosinistra

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Caro direttore, bisogna riconoscere l’onesta’ intellettuale di Stefano Stanzione, proposto candidato a Sindaco dalla minoranza del P.D. e da E. Simioli di LEU, il quale dopo aver riscontrato una impossibilita’ di dialogo con la maggioranza del partito ha ritirato la sua candidatura. Il progetto tecnico da lui esposto, sanare le finanze comunali, e’ una delle priorità del Comune di Marano, ha tutta la professionalita’ per poterlo affrontare, poi, conscio dei problemi piu’ gravi, invoca un atto di “salute pubblica”.

Caro Stefano, amico e collega, consentimi, come memoria storica della sinistra, di suggerirti che i problemi che attanagliano la citta’ sono molto più’ gravi, hanno radici profonde, si e’ voluto, nel corso degli anni, praticare una politica del “mattone selvaggio” a discapito dell’ambiente, costruire una citta’ a dimensioni umane che noi della sinistra di allora proponevamo, compito, oggi, della societa’ civile piu’ illuminata e del centrosinistra. Ti invito a leggere il mio articolo di un anno e mezzo fa’ su ” cosa era, cosa e’ e cosa potrebbe diventare la citta’ di Marano” in risposta all’articolo redazionale di Terranostranews sul degrado della citta’. E’ diventata una citta’ dormitorio!

L’attuale degrado, a mio modesto parere, e’ dovuto alla presenza di “una piovra, occulta ma per diversi nota”. Nel corso degli anni essa e’ diventata sempre piu’ stringente. Dal lontano 1976 l’Amministrazione del compianto avv. Giuseppe Carandente Giarrusso di cui facevo parte, il partito decise le dimissioni del Sindaco ad un compromesso al ribasso che aveva la sua specificita’ sempre nel settore urbanistico (citta’ giardino) dove non si vollero tenere conto dei principi basilari di un’urbanizzazione corretta; con le successive amministrazioni a guida D.C. il ciclo si concluse con il primo scioglimento del Consiglio Comunale, che ha prodotto solo vittime innocenti come Vincenzo Falvo, Michele Baiano, Giovanni Amiranta, Gennaro Davino, Raffaele Tammaro, Giovanni Napolano, convinti progressisti, anelli più’ deboli e non collusi, incatenati come delinquenti incalliti. Sulla spinta del cambiamento, si inizia con la I Giunta Bertini, i primi cambiamenti sono tangibili ma nel prosieguo con il II mandato si verificano le prime crepe, dove la piovra continua il suo lavoro con il tentativo di un nuovo possibile scioglimento dell’assise comunale ma, il fatto più’ grave, che porta Bertini sul tavolo degli imputati all’esame degli Organi Inquirenti prima, e successivo agli Organi Giudicanti. (Sono e resto garantista, fino a condanna definitiva, ma il troppo e’ troppo, la discesa in campo di Bertini e’ la dimostrazione che tutto deve procedere secondo il motto “tutto cambia perche’ nulla cambi!”).

Segue la Giunta Perrotta, definito da tanti, “senza infamia e senza lode”, comunque bisogna riconoscergli il merito di aver portato a termine il mandato, riuscendo a non farsi imbrigliare dalla piovra alla richiesta di un cambio di destinazione d’uso del PIP, oggetto di una indagine complessa della Magistratura; succede l’Amministrazione Cavallo, espressione della società’ civile con il supporto dell’area progressista, priva di una maggioranza coesa, conclusasi anticipatamente con le dimissioni del Sindaco;
Si conclude la lunga disamina con la Giunta Liccardo di centrodestra e lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni camorristiche che coinvolgono anche alcuni settori apicali Tributi ed Urbanistica.

La piovra e’ sempre a lavoro, in modo occulto o palese, come nel caso del m.c.m., espressione moderata e come dichiarato dal suo rappresentante, Pezzella, movimento modesto in termini di consensi, ma con artifizi, si cerca di riportarlo sul terreno più’ favorevole ai suoi interessi, nel centrodestra, oggi, alla ricerca di un’unita’ d’intendi con il rischio di un terzo scioglimento del Consiglio Comunale. Per quanto riguarda la formazione della lista del Movimento 5 Stelle e del candidato a Sindaco, sia l’on. Caso, sua massima espressione, che l’associazionismo cattolico, a conoscenza delle difficolta’ del momento che attraversa la citta’, si auspicano e, ci auspichiamo, che possa esprimere il meglio nei propri eletti per costituire un gruppo di opposizione intransigente nel caso di una vittoria del centrodestra ed altrettanto opposizione costruttiva nell’ipotesi alternativa.

Individuato il male, trovare la cura!.

La citta’ ha bisogno di una inversione di tendenza, considerato lo stato di disagio in cui attraverso il partito, come estrema ratio ho preferito rivolgermi agli Organi Provinciali del P.D., per costruire un cartello ampio ed inclusivo dell’area progressista con il contributo fattivo della società’ civile, dove il metodo Cavallo potrebbe essere vincente.
Allo stato, la mia richiesta, e’ priva di riscontro, il gruppo dirigente locale del partito, non facendo proprie le indicazioni provinciali, ha preferito rinchiudersi nel proprio guscio, miopia politica, del rinvio, convinto di poter recuperare consensi dell’area progressista, senza comprendere che il problema e’ piu’ complesso, si va verso una dolorosa sconfitta se non si coinvolge il meglio della societa’ civile e dell’intera area progressista. Diventa di difficile attuazione?, bisogna prendere atto della resa, ed augurarci nel prossimo futuro che l’associazionismo cattolico e laico, sulla spinta di un evoluto riformismo, possano esprimere, un gruppo dirigente, capace di frenare questa deriva.

17/09/2018

Franco De Magistris

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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