Castello Monteleone, domani – salvo ripensamenti del Comune – sarà eseguito lo sgombero delle due famiglie che vivono all’interno del gioiello architettonico di epoca federiciana. In queste ultime ore, dopo l’articolo di Terranostranews, in tanti si sono interessati alla vicenda, ma molti non hanno ancora compreso cosa stia realmente accadendo.
Proviamo dunque a fare un po’ di chiarezza. Lo sgombero è stato richiesto dal proprietario del castello che, sulla scorta di una perizia di parte e a quanto pare di una richiesta della soprintendenza ai beni architettonici, deve provvedere a mettere in sicurezza la struttura.
I legali delle famiglie che devono uscire dagli immobili hanno chiesto maggiore tempo al Comune, in modo da consentire alle persona di trovare soluzioni alternative, ma soprattutto che nell’ordinanza di sgombero sia fissata la data o quanto meno il periodo di rientro nelle abitazioni: un mese, quindici giorni o altro. Allo stato, secondo quanto comunicato dai legali delle famiglie, l’ordinanza avrebbe carattere indefinito, privo insomma di una tempistica precisa.
Altro punto oggetto del contendere: la perizia di parte è sufficiente per adottare un provvedimento di sgombero o il Comune doveva accertare i paventati pericoli mediante un sopralluogo o verifica del proprio personale tecnico? Abbiamo sollecitato a più riprese il commissario Greco affinché si faccia chiarezza su questi aspetti e si conceda almeno qualche altro giorno alle famiglie, anche in considerazione del fatto che l’ente cittadino, quando si tratta di sgomberare abusivi in odor di camorra (gli esempi sono numerosi e fanno gridare allo scandalo), impiega anni e anni e talvolta fa finta di non sapere. Anzi spesso.
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