Serata di grandi emozioni l’altra sera al teatro Augusteo, dove un Pat Metheny in grande spolvero ha suonato,per due ore e quindici minuti, in perfetta armonia con la sua band formata dallo strepitoso batterista messicano, Antonio Sanchez, suo storico collaboratore, e due giovanissimi nuovi musicisti:una promettente australiana, la minuta Linda Oh, virtuosa del contrabbasso e del basso, e un volenteroso Gwilym Simcock, più riservato e intimista alle tastiere e al piano, in “sostituzione” del leggendario Lyle Mays, fondatore, insieme con Metheny, del Pat Metheny group.
Ai fan, per quasi due ore, è sembrato proprio di ricordare i fasti del Pat Metheny group e dei tour trionfali degli anni Ottanta e Novanta, mentre scorrevano brani come So may secretly begin dalle atmosfere ariose e sognanti.
Il concerto avuto il suo momento più bello quando hanno risuonato le note di Are you going with me, con la platea estasiata dagli assoli, potenti ed evocativi, del chitarrista del Missouri.
Nel generoso medley finale, dove a stento erano contenuti altri famosi brani del suo immenso repertorio, Metheny ha proposto This is not America, in una struggente ed enigmatica versione acustica.
Nel ringraziare in un italiano alquanto incerto, il fenomenale chitarrista americano, che non ha mai nascosto di amare il pubblico napoletano, ha promesso di tornare presto in città. E noi ci contiamo.
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