Marano, quei 30 dipendenti comunali “sospetti” o “attenzionati” dai magistrati

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Più di trenta dipendenti comunali segnalati nella relazione della Commissione d’accesso agli atti, quella che ha determinato lo scioglimento del municipio per infiltrazioni camorristiche; almeno una decina quelli attenzionati (tuttora) dalla magistratura napoletana e in particolare dalla Dda. Le sorprese, al Comune, potrebbero non essere finite. Le indagini proseguono e, da quanto si è appreso nelle scorse settimane, ora potrebbe toccare a qualche politico e a qualche dipendente infedele o comunque da “allontanare”, per questioni di opportunità, dai posti-chiave.

Il filone Pip, quello relativo agli arresti degli Orlando, il capitolo abusivismo, le intercettazioni ambientali, la relazione sullo scioglimento del Comune (contenente però almeno un paio di “strafalcioni”), i racconti di qualche pentito sono vagliati attentamente dagli inquirenti. Il pm Lalia Morra, titolare dell’inchiesta sui Simeoli, ci provò qualche anno fa, ma l’esito del processo non sortì gli effetti sperati dal magistrato: alcuni dipendenti furono assolti, chi per prescrizione chi nel merito, e anche sui politici (forse anche per questioni tecnico-giuridiche e per non incorrere nella prescrizione) non si riuscì ad andare fino in fondo.

La pm Di Mauro, titolare delle inchieste sull’area industriale e il clan Orlando, sembra invece aver riannodato parecchi fili e sembra decisa ad assestare l’ultimo colpo sulla macchina amministrativa e sui personaggi che per anni hanno ruotato attorno all’ente comunale.

 

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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